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11mag 2018

IPER AMMORTAMENTO: rettifiche in cinque anni

La rettifica alle deduzioni delle quote di iper ammortamento si ferma al quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa all’anno di interconnessione. È questa l’importante conseguenza che potrebbe derivare dal principio sui termini per la contestazione delle quote di ammortamento sancito dalla Cassazione nella sentenza 9993/18.

Secondo la Cassazione i termini di decadenza dell’articolo 43 del Dpr 600/73 (attualmente: 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione), vanno riferiti, nel caso di accertamento riguardante costi ripartiti su più anni e quote di ammortamento, non più a ogni singolo esercizio in cui avviene la deduzione, ma a quello in cui il costo che viene disconosciuto è stato originariamente iscritto in bilancio.

Un importante impatto si potrebbe avere sui tempi di possibile rettifica delle deduzioni pluriennali riguardanti il super e l’iper ammortamento. Ancorché si tratti di disposizioni agevolative, la legittimità delle singole deduzioni maggiorate è condizionata a ciò che è stato fatto nell’anno di investimento, esattamente come per la deduzione delle quote ordinarie. In questo senso, le contestazioni riguardanti la spettanza o meno del beneficio, nei suoi diversi profili, dovrebbero essere limitate al quinto anno successivo a quello in cui l’impresa ha realizzato l’investimento e ha avviato, a seguito della entrata in funzione del bene, il processo di ammortamento fiscale.

Per un bene acquistato ed interconnesso nel 2017 (prima deduzione in Redditi 2018), la rettifica riguardante, ad esempio, il sostenimento del costo nel periodo agevolato, ovvero l’ambito oggettivo (inclusione o no del bene tra quelli agevolabili) dovrebbe essere notificata entro il 31 dicembre 2023 (quinto anno successivo alla prima dichiarazione), anche se riguarda una quota evidenziata nella dichiarazione riferita al 2024. Essendo questo aspetto ampiamente diffuso si attende che l’Agenzia delle Entrate faccia conoscere il proprio orientamento al riguardo.

10mag 2018

REGIONE MARCHE: torna il progetto Eureka

Trenta borse di studio triennali per un importo pari a € 65.000,00 ciascuna con un intervento complessivo della Regione Marche per 780mila euro al fine di realizzare percorsi di dottorato di ricerca con le università e le imprese locali.

La Regione Marche ha confermato anche per il 2018 le linee di indirizzo per l’attuazione del progetto Eureka. L’intervento è fondamentale soprattutto per le piccole e medie aziende che possono cogliere in questo modo l’opportunità di avvicinarsi alla ricerca in un’ottica rispondente alle proprie esigenze di innovazione e di aggiornamento delle risorse umane che impegnano per rafforzare la propria competitività, attraverso un salto di qualità.

Gli ambiti di ricerca ritenuti prioritari e funzionali alle strategie di sviluppo del territorio sono infatti a favore dell’innovazione di prodotto e di processo e dell’internazionalizzazione delle imprese, della green economy, delle biotecnologie, della domotica e dell’ambient assisted living, del sistema moda, del distretto del mare, del turismo e dei beni culturali.

Destinatari della borsa di dottorato di ricerca sono i laureati residenti, o domiciliati, nelle Marche, disoccupati/inoccupati.

Beneficiari dell’intervento sono invece le Università che aderiscono al progetto Eureka (con avviso pubblico per manifestazione di interesse) come responsabili delle attività progettuali e del rilascio del titolo accademico oltre a contribuire finanziariamente investendo 1/5 della spesa totale per le borse di studio che saranno ammesse alle provvidenze regionali e mettendo a disposizione le proprie strutture e attrezzature. Anche le imprese con sede operativa nella regione e dove si svolgerà parte delle attività di ricerca (con avviso pubblico) si impegnano a sostenere la quota prevista a loro carico pari a 2/5 della spesa. Le risorse stanziate dalla Regione provengono dal POR Marche Fse 2014/2020.

09mag 2018

CREDITO PER LA FORMAZIONE: firmato il decreto

È stato firmato ieri il decreto attuativo che disciplina il credito di imposta sulle spese di formazione 4.0..

Come previsto in legge di Bilancio 2018 l’incentivo finalizzato a supportare l’acquisizione di competenze sulle tecnologie 4.0 applicate negli ambiti Informatica, Tecniche e tecnologie di produzione e Vendita e marketing da parte dei lavoratori dipendenti di imprese italiane prevede un credito del 40% delle spese ammissibili sostenute nell’anno 2018 e nel limite massimo di € 300.000,00 per ciascuna impresa beneficiaria.

08mag 2018

CREDITO D’IMPOSTA PER LA FORMAZIONE: in arrivo il decreto attuativo

In dirittura d’arrivo il decreto ministeriale attuativo per il bonus formazione 4.0 previsto dalla Legge di Bilancio 2018. Con molta probabilità a partire da giugno, l’agevolazione sarà definitivamente operativa.

La misura è prevista dai commi 46 e seguenti della legge 205/2017 e consiste in un credito d’imposta pari al 40% sul costo del personale dipendente per il periodo in cui è occupato in attività di formazione.

Sono agevolate le attività connesse a Industria 4.0, come Big Data e analisi dei dati, Cloud e Fog Computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, Internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali.

Si ricorda infine che il credito d’imposta formazione 4.0 non è in alcun modo collegato agli investimenti in macchinari 4.0 agevolati con super e iper ammortamento o con la Sabatini: le aziende possono quindi utilizzare l’agevolazione anche se non hanno effettuato investimenti in macchinari o in tecnologie 4.0 utilizzando le altre agevolazioni previste dal piano.

07mag 2018

QUOTAZIONE PMI: firmato il decreto

Emanato il decreto per le PMI che decidono di quotarsi in borsa. Il credito d'imposta è stato introdotto dalla Legge di stabilità 2018 e prevede che le PMI:

- devono rientrare nella definizione dalla raccomandazione 2003/36/CE;

- devono iniziare una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione dopo il 1° gennaio 2018 con ammissione entro il 31 dicembre 2020 in uno stato membro dell’unione europea o dello spazio economico europeo.

A queste imprese sarà riconosciuto, nel caso di ottenimento all’ammissione alla quotazione un credito d’imposta, fino a un importo massimo del credito di 500.000 euro, del 50% dei costi di consulenza sostenuti fino al 2020 per la predetta finalità.

Il credito d’imposta sarà utilizzabile in compensazione e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di maturazione del credito e in quelle successive finchè non se ne esaurisce l’uso.

Per quanto riguarda i beneficiari, deve trattarsi di imprese costituite e regolarmente iscritte al registro imprese al momento della richiesta, che rientrano nei settori economici previsti dal regolamento di esenzione, compresa la produzione primaria di prodotti agricoli.