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19mag 2020

DECRETO RILANCIO: cosa c’è per le imprese

Nell’ultima bozza del “decreto rilancio” entra una mini proroga, dal 30 giugno al 31 dicembre 2020, del termine di consegna dei beni strumentali per i quali vige ancora il vecchio incentivo del superammortamento fiscale.

Via libera anche a un Fondo per il trasferimento tecnologico con una dotazione di 500 milioni per il 2020, per valorizzare i risultati della ricerca delle imprese anche in collaborazione con soggetti pubblici.

Il pacchetto per le startup e PMI innovative viaggia verso una dote totale di 314 milioni. Scatta un incentivo all’investimento in aziende innovative alternativo rispetto all’attuale sistema di detrazioni e deduzioni. La detrazione per persone fisiche sale al 50%, fino a 100mila euro per esercizio e con mantenimento dell’investimento per almeno 3 anni, ma solo entro i limiti del regime “de minimis”.

Vengono stanziati 100 milioni per i finanziamenti agevolati della misura Smart&Start gestita da Invitalia, 10 milioni in particolare andranno a contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi offerti da incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels.

Duecento milioni sono assegnati al Fondo per il venture capital del Mise, che può “alimentare” a sua volta il Fondo nazionale innovazione della Cassa depositi e prestiti, per investimenti nel capitale tramite strumenti finanziari partecipativi e mediante la sottoscrizione di obbligazioni convertibili. Le startup, nel caso di contratti di ricerca extra muros, vengono equiparati alle università e agli istituti di ricerca ai fine della maggiorazione del credito d’imposta R&S. Confermata la proroga di un anno, da 5 a 6, della permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese. Salta la moratoria di un anno sui debiti bancari ma viene prevista una riserva di 200 milioni nell’ambito del Fondo di garanzia. Dimezzate poi le soglie di accesso al programma di visti veloci per investitori esteri.

Confermata anche l’istituzione di fondo con dotazione iniziale di 4 milioni per sostenere lo sviluppo di prototipi di videogiochi, mentre per i settori manifatturieri strategici non ci sono interventi specifici. Con poche eccezioni. Ad esempio per l’auto, di cui si è parlato in questi giorni soprattutto per la garanzia statale a Fca, c’è il rifinanziamento con 100 milioni del fondo per gli incentivi alle vetture elettriche e ibride plug-in e in extremis entrano anche 25 milioni per la realizzazione di un centro nazionale di ricerca sull’automotive nell’ottica della transizione ecologica e 4.0, con sede nell’area di crisi di Torino.

Un’altra novità riguarda la sospensione, fino al 31 dicembre 2021, dei versamenti di quote di restituzione e diritti di regia relativi ai finanziamenti della legge 808 per il settore dell’aerospazio. Confermati gli interventi per 450 milioni per l’internazionalizzazione e la misura che consente alla società pubblica Invitalia di iscrivere esclusivamente nelle proprie scritture contabili patrimoniali gli eventuali decrementi conseguenti alle operazioni immobiliari di razionalizzazione e dismissione, anche attraverso delle newco.

Viene infine adeguato al rialzo il sistema di indennizzi alle tv locali coinvolte nel trasferimento delle frequenze legato all’asta per la tecnologia 5G.

19mag 2020

DECRETO LIQUIDITA’: niente aiuti alle imprese residenti nei paradisi fiscali

Nessun accesso al credito per le imprese che hanno sede nei paradisi fiscali.

Il Decreto Liquidità, oltre ad aver introdotto misure urgenti per favorire l’accesso al credito alle imprese, ha anche ampliato la possibilità di utilizzo delle garanzie concesse dallo Stato.

Ma si escludono delle garanzie per finanziamenti le società con sede in Italia che, ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, controllano direttamente o indirettamente una società residente in un Paese o in un territorio non cooperativo a fini fiscali, ovvero sono controllate, direttamente o indirettamente da una società residente in un Paese o in un territorio non cooperativo a fini fiscali.

19mag 2020

CREDITO D’IMPOSTA: aiuti fiscali per ambienti di lavoro e dispositivi medici

Due distinti credito d’imposta per contrastare la diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Il primo riguarda spese le spese per l’adeguamento degli ambienti di lavoro mentre il secondo credito riguarda le spese per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto dei dispositivi di protezione.

Potranno accedere al credito per la sanificazione degli ambienti di lavoro e per l’acquisto dei dispositivi individuali gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni, gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Mentre potranno accedere al credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico che verranno indicati in un apposito allegato al Decreto di Rilancio.

Entrami i crediti spettano in misura pari al 60% delle spese sostenute nell’anno 2020 per le distinte causali ai quali si riferiscono. Il tetto massimo previsto delle spese è di 60.000,00 euro per le spese di sanificazione e acquisto di dispositivi e di 80.000,00 euro per l’adeguamento degli ambienti di lavoro.

Le risorse rispettivamente stanziate ammontano a 200 milioni di euro per il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro che salgono fino a 2 miliardi di euro per il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro.

I criteri e le modalità di applicazione di entrambe le agevolazioni verranno stabiliti da appositi provvedimenti direttoriali da emanarsi entro 30 giorni successivi alla data di pubblicazione del Decreto Rilancio in G.U.

18mag 2020

RESTO AL SUD: 15mila euro subito

Tra le novità inserite nel Decreto Rilancio c’è anche il fondo perduto per i beneficiari dei finanziamenti erogati da Invitalia con la misura «Resto al Sud».

L’articolo 235 della bozza di Dl prevede contributi di 15mila euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale; e 10mila euro per ciascun socio, fino ad un importo massimo di 40.000 euro per ogni impresa.

Si tratta di contributi «one shot», ovvero erogati in un’unica soluzione e senza scadenza. A beneficiarne chi ha completato il programma di spesa oggetto dei finanziamenti. Con una clausola aperta: potranno accedere al fondo perduto anche i futuri beneficiari dello strumento, senza limiti di durata.

L’impatto potrebbe essere significativo, considerato che le imprese che risulteranno ammesse alle agevolazioni di Resto al Sud entro la fine del 2020 sono stimabili in circa 7.500 e tenuto conto dell’attuale trend di ripartizione tra attività individuali e società con due o più soci, il tiraggio finanziario è stimabile in circa 140/150 milioni di euro.

18mag 2020

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO: nel Decreto Rilancio l’aiuto scende

Il contributo a fondo perduto che aiuta le imprese che hanno subito un caldo di fatturato scende al 20% dei mancati ricavi per le imprese più piccole e passa al 10% per le imprese che hanno un fatturato che va da 1 fino a 5 milioni di euro.

I beneficiari del contributo non sono solo le imprese ma tutti i soggetti esercenti attività d’impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA.

L’entità del contributo dovrebbe essere da un minimo di 2.000 a 40.000 euro.

L’indennizzo viene limitato al solo mese di aprile, pertanto i mancati ricavi dovranno essere calcolati nella differenza tra il mese di aprile 2019 e il mese di aprile 2020. Il calo deve essere significativo, ovvero essere inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi.

Il rimborso verrà effettuato con bonifico da parte dell’Agenzia delle Entrate, previa domanda da parte del beneficiario.