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01mar 2018

SOFTWARE: necessario la connessione soggettiva

La maggiorazione del 40% per l’acquisto del software spetta a tutte le imprese che beneficiano dell’iper ammortamento del 150%, anche se il software non è riferito allo specifico bene agevolato con la predetta maggiorazione del 150%. Inoltre, è sufficiente l’acquisto di un solo bene agevolato per fruire del super ammortamento anche per più software.

E’ quanto emerge dai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate dapprima con la circolare 4/E/2017 e successivamente nel corso di Telefisco. Nel corso di Telefisco l’Agenzia ha fornito l’ulteriore chiarimento secondo cui l’agevolazione relativa al software costituisce una sorta di connessione soggettiva con la conseguenza che l’agevolazione spetta anche per l’acquisto di più beni immateriali pur in presenza di un solo acquisto iper ammortizzabile.

Si ricorda infine che la legge di Bilancio 2018 ha esteso l’agevolazione in esame anche ad altre tipologie di software funzionali alo sviluppo “Industria 4.0”.

01mar 2018

PMI: in arrivo gli incentivi per quotarsi n borsa

Il decreto attuativo, per la quotazione in borsa delle PMI, arriverà nei prossimi giorni. Il credito d’imposta del 50% dei costi sostenuti dalle Pmi dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2020 per la quotazione è stato previsto nell’ultima legge di Bilancio. L’agevolazione varrà per tutte le tipologie di quotazione, con o senza aumento di capitale.

Saranno agevolazioni che nelle PMI (sotto i 50 milioni di fatturato) si potranno utilizzare esclusivamente in compensazione a decorrere dal 2019 con un plafond di 20 milioni per il primo anno e 30 milioni per ciascuno dei due anni successivi. Fra i costi oggetto di questa misura vi rientrano anche quelli sostenuti per l’implementazione del controllo di gestione, l’assistenza dell’impresa nella redazione del piano industriale o anche quelli sostenuti per attività finalizzate alla preparazione di un report, lo svolgimento della due diligence finanziaria, le attività di comunicazione anche tramite l’organizzazione di eventi. Il credito concesso non concorrerà alla formazione della base imponibile Ires e Irap.

01mar 2018

REGIONE MARCHE: prorogata la scadenza del bando per le strutture ricettive

La Regione Marche ha prorogato la scadenza del bando POR MARCHE FESR 2014-2020 Asse 3–OS 8–Azione 8.2 –“Finanziamento delle piccole e medie imprese per il miglioramento della qualità, sostenibilità ed innovazione tecnologica delle strutture ricettive”.

Le domande potranno essere presentate fino alle ore 12:00 del 9 marzo 2018.

28feb 2018

MISE – BANDO COMPETENCE CENTER: pubblicate le Faq

Pubblicate le Faq dal Ministero dello Sviluppo Economico in merito al bando di gara “Competence Center” al fine di fornire interessanti chiarimenti.

In particolare si precisa che una stessa impresa può far parte di più centri di competenza avendo quindi in ognuno di questi differenti partner pubblici (università e centri di ricerca).

I partner pubblici devono individuare uno o più imprese partner e per farlo possono optare per una chiamata pubblica a manifestare interesse. I centri di competenza che ne derivano in forma di partenariato pubblico privato devono contenere almeno un organismo di ricerca (o eventualmente più d’uno, oltre al capofila) ed una o più imprese (ed eventualmente altri operatori economici) sempre che il numero dei partner pubblici non superi il 50% dei partner complessivi. All’atto della candidatura il centro può essere ancora in via di costituzione. Nel caso in cui non sia ancora formalmente costituito, il soggetto proponente sarà l’organismo di ricerca capofila.

Il programma di attività che il centro propone, oltre a prevedere servizi di orientamento e formazione alle imprese, deve essere finalizzato alla realizzazione, da parte delle imprese fruitrici, di progetti di innovazione, ricerca e sviluppo riguardanti nuovi prodotti, processi o servizi o anche il notevole miglioramento dei livelli esistenti, tramite tecnologie 4.0..

Le risorse in palio sono 40 milioni: fino al 65% per la costituzione e l’avviamento dei centri e almeno il 35% per la realizzazione dei progetti.

27feb 2018

CREDITO D’IMPOSTA PER LA FORMAZIONE: agevolabile anche il costo del tutor

Si profila un doppio “bonus” sulle spese di formazione per attività 4.0. Il decreto attuativo prevederà la possibilità di utilizzare il credito d’imposta sia sulle spese relative al personale dipendente che partecipa come “allievo” nella formazione, sia sulle spese relative a dipendenti esperti impiegati come “docenti/tutor” dei loro colleghi.

La manovra, che ha stanziato complessivamente 250 milioni, ha indicato tra i beneficiari tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato. Il credito di imposta, nella misura del 40% per spese effettuate nel solo 2018 e con un tetto massimo € 300.000,00 per beneficiario, scatta limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione. Si intenderà nello specifico la retribuzione al lordo di ritenute e contributi, comprensiva dei ratei Tfr, di mensilità aggiuntive, ferie e permessi, maturati in relazione a ore o giornate di formazione. Incluse anche eventuali indennità di trasferta in caso ad esempio di corsi effettuati in diverse sedi dell’azienda o all’interno di gruppi societari.

Il credito di imposta sulle spese per gli allievi e quello sulle spese per i “docenti” sono tra loro cumulabili, ma chiaramente lo stesso dipendente non può ricoprire contemporaneamente entrambi i ruoli. Inoltre, le spese ammissibili per il personale “tutor” avranno un tetto, con molta probabilità del 30% della retribuzione complessiva annua del dipendente. Resta comunque facoltà dell’impresa scegliere di far svolgere l’attività di formazione a soggetti esterni accreditati presso la Regione di competenza oppure a università, soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali e soggetti in possesso della certificazione di qualità del settore.

Il decreto dovrebbe poi specificare che la definizione di personale dipendente include i rapporti di lavoro subordinato, tempo determinato incluso, e - solo per il ruolo di “allievi” e per l'acquisizione di prime competenze - anche i contratti di apprendistato. Tra le condizioni per accedere al beneficio, c’è l’inquadramento dell’attività di formazione in contratti collettivi aziendali o territoriali depositati presso la direzione del lavoro competente per territorio. Oltretutto l’impresa ha l’obbligo di consegnare un attestato ufficiale al dipendente, una sorta di certificato “portabile” anche in eventuali successive esperienze di lavoro secondo la logica del diritto soggettivo alla formazione.

I corsi e l’aggiornamento, per acquisire o consolidare competenze, dovranno ovviamente restare nel perimetro delle tecnologie definite dal piano Impresa 4.0 e dei 106 ambiti previsti dalla manovra relativi a vendita e marketing, informatica e tecniche e tecnologie di produzione. La lista delle tecnologie, successivamente integrabile, comprende per ora undici grandi voci: big data e analisi dei dati; cloud e fog computing; cybersecurity; simulazione e sistemi cyberfisici; prototipazione rapida; sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata; robotica avanzata e collaborativa; interfaccia uomo-macchina; manifattura additiva; internet delle cose e delle macchine; integrazione digitale dei processi aziendali.