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08apr 2019

CCIAA DELLE MARCHE: : contributi per la partecipazione a manifestazioni fieristiche

La Camera di Commercio delle Marche intende favorire i processi di internazionalizzazione, incentivando, attraverso il sostegno finanziario, la partecipazione delle imprese a fiere nazionali e estere.

Le risorse complessivamente stanziate ammontano a € 700.000,00.

Potranno presentare domanda di contributo le micro, piccole e medie imprese che abbiano sede legale e/o unità locale nelle Marche e non abbiano beneficiato o beneficiano di altri contributi pubblici per l’abbattimento dei costi per le stesse voci di spesa.

Sono ammesse a contributo le domande delle imprese per la partecipazione a manifestazioni fieristiche in Italia e all’estero che si sono svolte dal 01/01/2019 al 30/06/2019.

Il contributo viene concesso nella seguente misura:

- Fiere in Italia: 50% dei costi sostenuti e documentati, fino ad un massimo di € 2.000,00;

- Fiere all’estero (in paesi UE): 50% dei costi sostenuti e documentati, fino ad un massimo di € 2.500,00;

- Fiere all’estero (in paesi EXTRA UE): 50% dei costi sostenuti e documentati, fino ad un massimo di € 3.500,00;

- Fiere nelle Marche: 50% dei costi sostenuti e documentati, fino ad un massimo di € 400,00 (con un fondo complessivo disponibile di € 60.000,00).

Ciascuna impresa potrà presentare solo due domande con riferimento al presente bando.

08apr 2019

NUOVA SABATINI: : potenziati i finanziamenti alle PMI

Il Decreto Crescita potenzia lo strumento noto come Nuova Sabatini. Le PMI potranno accedere all’agevolazione per ottenere finanziamenti agevolati sull’acquisto di nuovi macchinari con un massimale di 4 milioni di euro e una maggiore flessibilità nel caso di investimenti inferiori a 100 mila euro.

Con il Decreto Crescita il tetto massimo finanziabile sale a 4 milioni di euro e vede la possibilità di erogare il contributo in un’unica soluzione se il finanziamento è inferiore ai 100 mila euro.

L’impresa presenta la domanda alla banca a cui chiede il finanziamento, con le modalità dettagliate sul sito del ministero dello Sviluppo economico, l’istituto finanziatore compie tutti i passaggi successivi) verifica requisiti, richiesta al ministero), a investimento ultimato la PMI chiede il contributo ministeriale.

08apr 2019

MADE IN ITALY: : novità in materia di proprietà intellettuale

Diverse sono le novità in tema di marchi e brevetti contenute nel decreto crescita approvato giovedì scorso in tema di tutela del Made in Italy, tra cui:

- Marchio storico: il provvedimento aggiunge al codice della proprietà industriale un nuovo articolo, l’11 ter, che istituisce la figura del marchio storico. Questo potrà essere depositato dal titolare o dai licenziatari esclusivi in caso di uso continuativo da almeno 50 anni per una unità produttiva presente in Italia. Viene istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico un fondo per la tutela dei marchi storici al fine di salvaguardare il livello occupazionale e per la prosecuzione dell’attività produttiva nel territorio italiano con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro.

- Stemma della Repubblica: viene prevista la possibilità di utilizzare la dizione Made in Italy unitamente all’emblema dello Stato italiano. Questo per contraddistinguere i prodotti realizzati nel territorio Italia, sia da imprese nazionali che estere. Il DL al momento non entra nel dettaglio su cosa deve essere prodotto in Italia per poter utilizzare tale marchio ma fa riferimento all’art. 60 del Codice doganale e comunitario (dunque beni interamente prodotti in Italia o se in Italia hanno subito l’ultima trasformazione/lavorazione).

- Startup innovative: viene prevista la concessione del Voucher 3I, Investire In Innovation, per le sole piccole e medie imprese al fine di supportare la valorizzazione del processo di innovazione nel periodo 2019-2021. In particolare, il voucher, consentirà di acquistare servizi relativamente alle seguenti attività:

o verifica della brevettabilità dell’invenzione e ricerche di anteriorità preventive;

o stesura della domanda di brevetto;

o estensione all’estero della domanda nazionale.

05apr 2019

SUPER AMMORTAMENTO: : ritorna l’agevolazione per l'acquisto di nuovi beni strumentali

Ritorna il super ammortamento del 30% per acquisti in beni strumentali nuovi effettuati da imprese e professionisti fino al 31 dicembre 2019.

L’art.1 del decreto crescita ripropone la maggiorazione del costo fiscale per il calcolo degli ammortamenti e leasing escludendo però gli investimenti in autovetture di cui all’art. 164 del Tuir, oltre a fabbricati e costruzioni.

Il nuovo super ammortamento, previsto dal decreto crescita, ripropone le regole dell’ultima versione della norma. Potranno usufruire del bonus gli investimenti effettuati nel periodo tra il 1° aprile 2019 e il 31 dicembre prossimo. In presenza di ordini confermati e acconti del 20% pagati entro il 31 dicembre, l’effettuazione dell’investimento può arrivare sino a giugno 2020.

I beni devono possedere i requisiti di novità e strumentalità e la consegna o spedizione del bene deve essere successiva al 31 marzo, anche se gli ordini o i contratti sono stati conclusi entro tale data.

L’agevolazione, come in passato, si sostanzia in una deduzione extra contabile pari al 30% del costo ragguagliata al piano di ammortamento fiscale, non spetta per importi di investimento complessivi superiori a 2,5 milioni di euro.

04apr 2019

INNOVATION MANAGER: : i dettagli del provvedimento

Anche i competence center e i centri di trasferimento tecnologico potranno fornire i manager dell’innovazione che le PMI possono introdurre in azienda per favorire la digitalizzazione 4.0 sfruttando i voucher previsti dall’ultima manovra (con un sostegno a fondo perduto dai 20mila agli 80mila euro).

Mentre le società che vogliono fornire gli innovation manager, preventivamente «accreditate» come consulenti in innovazione, potranno fornire non più di 10 nomi per l’apposito elenco da cui le imprese potranno attingere per assoldare questi superconsulenti 4.0 da inserire temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a sei mesi.

Queste alcune delle norme contenute nella bozza del decreto del ministero dello Sviluppo economico che fissa requisiti e paletti per accedere ai voucher per gli innovation manager previsti dalla legge di Bilancio.

Il decreto stabilisce inoltre i requisiti per le PMI beneficiarie: dalla definizione di micro, piccola e media alle cause di esclusione (stato di fallimento, liquidazione). Nel testo vengono indicati con particolare dettaglio anche i paletti per le reti d’impresa che nel contratto di rete dovranno prevedere chiaramente il piano comune di digitalizzazione con il ricorso alle «tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0» o allo sviluppo di« processi innovativi in materia di organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. ll contratto di rete deve prevedere anche un minimo di imprese (non inferiore a tre).

Il decreto definisce anche i requisiti per potersi iscrivere all’elenco delle società e dei manager qualificati abilitati allo svolgimento degli incarichi manageriali. Le società di consulenza che forniranno i manager dell’innovazione - con sede in Italia e iscritte al registro delle imprese - dovranno essere innanzitutto costituite nella forma di società di capitali; non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, liquidazione anche volontaria, amministrazione controllata, di concordato preventivo e non aver subito condanne. Ma soprattutto dovranno essere «accreditate negli albi o elenchi dei consulenti in innovazione istituiti presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni di rappresentanza datoriali», oppure presso Regioni che erogano contributi con le stesse finalità.

Anche le persone fisiche potranno iscriversi all’elenco a patto che siano anche loro accreditati in albi o elenchi dei manager dell’innovazione istituiti presso Unioncamere, associazioni di rappresentanza dei manager e organizzazioni partecipate pariteticamente da quest’ultime e da associazioni datoriali oltre che in analoghi elenchi delle Regioni. Dovranno anche avere un titolo di dottore di ricerca o di master universitario di secondo livello in gestione, management o ingegneria dell’innovazione. Potrà iscriversi nell’elenco anche chi ha già acquisito l’esperienza sul campo nei settori 4.0 (dai 2 ai 5 anni se si è avuta la qualifica di dirigente).