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24gen 2019

IPER AMMORTAMENTO: : acconto e conferma d’ordine nel 2018

Per gli investimenti effettuati nel 2019, ma per i quali, entro il 31 dicembre 2018, è stato versato un acconto almeno pari al 20% e l’ordine sia stato confermato da parte del fornitore fruiscono dell’iper ammortamento al 150% e non concorrono al quantum degli investimenti eseguiti nel 2019 ai quali invece è applicabile la nuova misura (170%).

Questo è quanto emerge dalle precisazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate in relazione all’agevolazione dell’iper ammortamento.

La Legge di Bilancio 2019 ha previsto la possibilità di fruire dell’agevolazione in questione anche per investimenti effettuati nel 2019 e 2020, precisando per quest’ultimi la necessità di corrispondere un acconto (almeno il 20%) e di ottenere una conferma dell’ordine entro il 31 dicembre 2019. Tuttavia, per gli investimenti che ricadono nella proroga disposa dalla nuova Legge di Bilancio la misura è variabile:

- è pari al 170% del costo degli investimenti per importi fino a 2,5 milioni di euro;

- è pari al 100% del costo degli investimenti per importi maggiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;

- è pari al 50% del costo degli investimenti per importi eccedenti i 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro;

- per importi eccedenti i 20 milioni di euro non sussiste alcuna agevolazione.

Pertanto gli investimenti effettuati nel 2019 (consegna del bene), ma per i quali è già stato versato l’acconto al 31 dicembre 2018 e vi sia stata la conferma dell’ordine:

- la misura dell’agevolazione è pari al 150% del costo di acquisto, a prescindere dall’entità dell’investimento;

- il costo degli stessi non si cumula con gli investimenti effettuati nel 2019.

23gen 2019

CREDITO D’IMPOSTA PER L’ACQUISTO DI PRODOTTI IN PLASTICA: reintrodotta l’agevolazione

La Legge di Bilancio 2019 prevede il riconoscimento di un credito d’imposta alle imprese, al fine di incrementare il riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi dei processi di produzione industriale e della lavorazione di selezione e di recupero di rifiuti solidi urbani, in alternativa al recupero energetico, nonché al fine di ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi e il livello di rifiuti non riciclabili derivanti da materiali da imballaggio.

L’agevolazione è riconosciuta per l’acquisto di prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica e dagli acquisti di imballaggi biodegradabili e compostabili e derivanti dalla raccolta differenziata delle carte e dell’alluminio.

Il credito è pari al 36% delle spese sostenute ed è riconosciuto fino a un importo massimo annuale di € 20.000,00 per ciascun beneficiario. il credito sarà poi utilizzabile in compensazione con il modello F24, a decorrere dal 1° gennaio del periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati gli acquisti dei prodotti oggetto di agevolazione.

22gen 2019

VOUCHER DIGITALIZZAZIONE: ammessi anche i pagamento in Ri.ba

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso noto, tramite la pubblicazione di nuove FAQ, che sarà possibile pagare i titoli di spesa legati ai voucher digitalizzazione anche tramite ricevute bancarie (Ri.ba) con l’utilizzo del conto corrente dedicato alla realizzazione dell’intervento. L’estratto del conto corrente potrà essere sostituito da altra documentazione attestante l’avvenuta esecuzione dell’operazioni(es. lista movimenti firmata e timbrata dalla banca ecc).

Si ricorda inoltra che al 31 gennaio 2019, le imprese dovranno ultimare le spese previste nell’ambito degli interventi di digitalizzazione. Mentre i pagamenti dei titoli oggetto di rendicontazione potranno essere anche successivi a predetta data, a condizione che siano comunque effettuati prima dell’invio della richiesta di erogazione il cui termine finale rimane fissato per il 14 marzo 2019.

22gen 2019

BONUS PUBBLICITA’: dichiarazione entro il 31 gennaio

Entro giovedì 31 gennaio dovrà essere presentata la dichiarazione sostitutiva degli investimenti incrementali effettuati nel 2018 sulla stampa quotidiana e periodica, anche online e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali se si vuole usufruire del credito d’imposta in pubblicità. Chi non rispetta invece il termine perderà il beneficio.

L’importo indicato nell’elenco pubblicato il 21 novembre scorso sul sito del dipartimento per l’Informazione e l’editoria, relativo ai soggetti che hanno prenotato il credito di imposta per l’anno 2018, si riferisce all’ammontare del credito solo teoricamente fruibile sulla base delle prenotazioni inviate. Tale importo diverrà definitivo dopo il 31 gennaio 2019, ovvero, dopo che i beneficiari avranno comunicato l’effettiva realizzazione nel 2018 degli investimenti indicati, e sarà quindi possibile definire l’effettiva spettanza.

Insieme ai dati definitivi relativi al 2018, dopo il 31 gennaio 2019 saranno comunicati anche i dati relativi agli investimenti incrementali effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre 2017, che ad oggi ancora non sono noti. Solo in seguito sarà dunque possibile usare in compensazione il credito maturato per gli investimenti 2017 e 2018, anche se, solo per il 2018, l’importo corrispondente al dato provvisorio di ripartizione potrebbe già essere indicato nel bilancio 2018.

Inoltre l’articolo 1, comma 762, della legge di Bilancio 2019 dispone che il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari sia concesso quale aiuto “de minimis”.

Si ricorda che, a regime, il beneficio spetta per gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, purché il loro valore superi almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente. Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, tenendo conto del limite massimo complessivo delle risorse di bilancio annualmente stanziate, che costituisce tetto di spesa. Il tetto è elevato al 90% nel caso di microimprese, Pmi e start-up innovative, in via subordinata al perfezionamento della procedura di notifica alla Commissione Ue, in pendenza della quale si applica il limite del 75%.

21gen 2019

CREDITO D’IMPOSTA R&S 2019: cosa cambia

La Legge di bilancio 2019 ha modificato la misura dell’agevolazione, che viene in linea generale abbassata dal 50 al 25% dell’eccedenza agevolabile.

Resta ferma invece la misura del 50% con riferimento solo a specifiche spese, nel caso di attività di ricerca e sviluppo organizzate internamente all’impresa, e cioè: per le spese del personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato direttamente impiegato in tali attività di ricerca e, nel caso di attività di ricerca e sviluppo commissionate a terzi, solo per i contratti stipulati con Università, enti e organismi di ricerca, nonché con startup e PMI innovative indipendenti.

Inoltre la nuova disciplina interviene anche su:

- l’inclusione tra le spese ammissibili del costo dei materiali necessari per lo svolgimento delle attività di laboratorio o per la realizzazione dei prototipi o degli impianti pilota di ricerca e sviluppo sperimentale,

- obbligo della certificazione contabile delle spese subordinando, già a partire dal periodo d’imposta 2018, l’utilizzo in compensazione del credito maturato all’avvenuta certificazione delle spese rilevanti agli effetti del meccanismo di calcolo del beneficio;

- obbligo di predisporre una relazione tecnica illustrativa dei progetti di ricerca e sviluppo intrapresi, del loro avanzamento e di tutte le altre informazioni rilevanti per l’individuazione dei lavori ammissibili al credito d’imposta.

Tutte queste modifiche comportano l’introduzione di un nuovo criterio di calcolo del beneficio spettante. Il criterio non interferisce con la formazione del parametro storico (media del triennio 2012-2014), ma a partire dal periodo d’imposta 2019, tenuto conto dell’inclusione tra le voci rilevanti anche alle spese per i materiali, il parametro storico andrà conseguentemente ricalcolato aggiungendo i costi della specie sostenuti nel triennio 2012-2014.