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11lug 2018

CREDITO D’IMPOSTA IN R&S: come agevolare lo sviluppo dei software

In base agli atti recentemente emanati, l’Amministrazione finanziaria ha affermato, che per verificare i requisiti che devono possedere le attività di sviluppo dei software ai fini dell’ammissione alle agevolazioni fiscali per il credito d’imposta per gli investimenti effettuati nelle attività di ricerca e sviluppo, farà riferimento al “Manuale di Frascati” dell’OCSE concernente “Guidelines for Collecting and Reporting Data on Research and Experimental Development”.

Questo permetterà ai soggetti che hanno effettuato investimenti in attività concernenti lo sviluppo di software e che sono potenzialmente interessati all’accesso a tale agevolazione di poter effettuare una verifica e un’autovalutazione della sussistenza dei requisiti ritenuti necessari dall’Agenzia delle Entrate e, in caso positivo, di predisporre un adeguato supporto documentale.

Al fine di agevolare tale autovalutazione, si ricorda, inoltre, che per l’Amministrazione Finanziaria i requisiti che devono avere le attività di sviluppo software per poter rientrare nel perimetro dell’agevolazione sono i seguenti:

- le innovazioni legate al software, inteso quale prodotto finale, devono essere generalmente di tipo incrementale e, in quanto tali, normalmente classificabili, ove aventi un effettivo contenuto di ricerca e sviluppo, nell’ambito delle attività di “sviluppo sperimentale”;

- le attività svolte devono avere congiuntamente il requisito della “novità” e il requisito del “rischio finanziario” (nonché dell’insuccesso tecnico);

- l’esecuzione di un progetto per lo sviluppo di un software deve dipendere da un progresso scientifico o tecnologico e lo scopo del progetto deve essere la risoluzione di un problema scientifico o tecnologico su base sistematica. In questo senso, un progetto che abbia per oggetto il potenziamento, l’arricchimento o la modifica di un programma o di un sistema esistente può essere classificato come attività di ricerca e sviluppo solamente se produce un avanzamento scientifico o tecnologico che si traduce in un aumento dello stock di conoscenza;

- sono ammissibili le attività collegate alla realizzazione di prodotti nuovi o significativamente migliorati e sono al contrario escluse le attività che si sostanziano in modifiche non significative dei prodotti e dei processi esistenti;

- deve sempre essere individuata anche la fase conclusiva delle attività di ricerca e sviluppo; e nel caso di attività di sviluppo software, tale punto conclusivo sarà il cosiddetto beta testing (inerente la prova e il collaudo del software).

10lug 2018

IPER AMMORTAMENTO: recupero dell'agevolazione

Ancora incertezze in merito all’applicazione delle novità in materia di iper ammortamento contenute nell’articolo 6 del decreto dignità, approvato dal Governo nei giorni scorsi, ed ancora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

L’aspetto innovativo riguarda l’introduzione di un meccanismo di recupero dell’agevolazione in caso di cessione o delocalizzazione del bene durante il periodo di ammortamento.

Per quanto concerne quest’ultima fattispecie, l’articolo 6, comma 1 stabilisce che l’agevolazione spetta a condizione che il bene sia destinato a strutture produttive situate in Italia, ed il successivo comma 3 prevede l’applicazione di tale vincolo già a partire dagli investimenti eseguiti a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

L’ipotesi della cessione del bene oggetto di agevolazione è invece trattata nel comma 2 e nel comma 3, unitamente a quella riguardante la delocalizzazione di beni per i quali l’impresa ha già dedotto almeno una quota di iper ammortamento, ed in tali ipotesi le disposizioni richiedono il recupero di quanto già fruito fino alla data della cessione o della delocalizzazione.

Il decreto prevede che:

le quote di iper ammortamento già fruite debbano essere recuperate tramite una variazione in aumento nel modello Redditi del periodo d’imposta in cui avviene la cessione o la delocalizzazione del bene, senza applicazione di sanzioni ed interessi; il recupero dei benefici fiscali già fruiti si applica alle cessioni ed alle delocalizzazioni dei beni agevolati effettuate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto. Pertanto, a prescindere dal momento in cui è stato effettuato l’investimento, laddove la cessione del bene (o la delocalizzazione) avvenga successivamente all’entrata in vigore del decreto, e l’impresa abbia già fruito di una parte dell’agevolazione, si dovrà procedere al recupero dell’importo già agevolato.

Quindi, anche per un investimento effettuato nel 2017, oggetto di cessione nel 2018 (dopo l’entrata in vigore del decreto), la norma del decreto dignità richiede il recupero di quanto già fruito nel 2017, poiché l’efficacia del comma 2 (che contiene il meccanismo di recupero) è disciplinata dalla seconda parte del comma 3 che si riferisce espressamente alle cessioni (e non agli acquisti) effettuate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto, a nulla rilevando il momento in cui è stato eseguito l’investimento.

10lug 2018

REGIONE MARCHE: prorogato il bando per la concessione dei contributi ai progetti per la riqualificazione e valorizzazione delle imprese commerciali

La Regione Marche ha prorogato la scadenza del bando per la concessione dei contributi ai progetti per la riqualificazione e valorizzazione delle imprese commerciali anno 2018 al 3 settembre 2018.

Si ricorda che il bando è riservato alle PMI commerciali di vendita al dettaglio e alle PMI di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.

La dotazione finanziaria ammonta a € 550.000,00.

09lug 2018

REGIONE MARCHE: pubblicato il bando dedicato alle imprese sociali nelle aree colpite dal sisma

La Regione Marche intende favorire la nascita, il consolidamento, il rafforzamento sul mercato e la crescita dimensionale delle imprese sociali presenti nelle aree gravemente colpite dal terremoto.

Le risorse messe a disposizione ammontano a € 6.000.000,00.

Potranno presentare domanda le imprese sociali di cui all’art. 1 del Decreto Legislativo n.112/2017, micro, piccole, medie, in forma singola o aggregata.

Sono previsti contributi a fondo perduto da un minimo del 10% fino ad un massimo del 100% a seconda della tipologia di spesa sostenuta.

Le domande di partecipazione potranno essere presentate a partire dal 20 settembre e fino al 30 ottobre 2018.

09lug 2018

BONUS FORMAZIONE 4.0: pubblicato il decreto

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo recante le disposizioni attuative del bonus formazione Impresa 4.0.

Il bonus prevede la concessione di un credito di imposta da utilizzare in compensazione su modello F24 pari al 40% delle spese relative al costo aziendale del personale dipendente occupato nella attività di formazione, con un importo massimo agevolabile pari a € 300.000.

I soggetti beneficiari sono tutte le aziende senza distinzione in base alla attività esercitata, alla natura, alle dimensioni e al regime contabile adottato, purché residenti in Italia, nonché le stabili organizzazioni di soggetti non residenti.

Sono agevolabili le spese sostenute per l’attività di formazione del personale dipendente volte ad acquisire e/o consolidare competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologica e digitale previsto dal Piano nazionale “Impresa 4.0”.

Il costo agevolato è il costo lordo azienda riferito alle ore effettivamente dedicate dal dipendente alla tipologia di formazione agevolata, compreso il personale docente con una limitazione, in questo caso, del 30% del costo.

Il credito di imposta si potrà utilizzare in compensazione nel modello F24 (a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese) e non concorre alla formazione del reddito Irpef/Ires né della base imponibile Irap, né rileva al fine della determinazione del rapporto di deducibilità degli interessi passivi.

Inoltre, in riferimento alle spese sostenute per la certificazione, sono previste agevolazioni per un importo massimo pari a € 5.000.