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18nov 2021

CREDITO D’IMPOSTA SERVIZI DIGITALI: domande entro il 20 novembre

Per la presentazione delle domande le imprese editrici di quotidiani e periodici interessate hanno tempo fino al 20 novembre 2021.

Il bonus è pari al 30% delle spese effettivamente sostenute nel 2020 per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale, e per information technology di gestione della connettività.

Il credito d’imposta è riconosciuto, entro il limite massimo di 10 milioni di euro. Qualora il totale dei crediti d’imposta richiesti risulti superiore alle risorse disponibili, si procede al riparto proporzionale tra tutti i soggetti aventi diritto.

18nov 2021

FONDO NUOVE COMPETENZE: riapertura dell’istruttoria

Al via una nuova riapertura dell’istruttoria e valutazione delle istanze per accedere il Fondo nuove competenze presentate fino al 31 maggio 2021.

L’Anpal ha pubblicato il decreto 118/2021 con cui riapre l’ammissione alle risorse del Fondo per le domande presentate dalle aziende.

17nov 2021

MARCHI COLLETTIVI: domande dal 22 novembre

A partire da lunedì, 22 novembre, le associazioni rappresentative delle categorie produttive, i consorzi di tutela e altri organismi di tipo associativo e cooperativo del made in Italy potranno richiedere le agevolazioni per la promozione all’estero di marchi collettivi e di certificazione, che prevedono anche la concessione di contributi per la partecipazione a fiere e saloni internazionali.

La misura è stata rafforzata con un aumento della dotazione finanziaria fino a 2,5 milioni di euro al fine di consentire l’ampliamento della platea dei soggetti beneficiari anche per:

- eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali;

- incontri bilaterali con associazioni estere;

- seminari in Italia con operatori esteri e all'estero;

- azioni di comunicazione sul mercato estero, anche attraverso GDO e canali on-line;

- creazione di comunità virtuali a supporto del marchio.

E’ previsto un contributo massimo pari al 70% delle spese sostenute e fino a 150 mila euro all’anno.

16nov 2021

BANDO ISMEA: aperto lo sportello

Aperto ieri lo sportello online per partecipare al bando “Ismea Investe” e le domande potranno essere presentate fino alle ore 12:00 del 14 gennaio 2022.

Con il bando ISMEA, l’istituto pubblico di servizi alle aziende agroalimentari italiane mette a disposizione un totale di 60 milioni di euro per sostenere i progetti di sviluppo delle società di capitali del comparto, comprese le società cooperative.

Il bando prevede interventi di equity, quasi equity, prestiti obbligazionari e strumenti finanziari partecipativi per un importo compreso tra i 2 e i 20 milioni di euro. Il capitale richiesto potrà essere utilizzato per progetti di sviluppo nel settore della produzione primaria, nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e agroalimentari, nella distribuzione e nella logistica.

La durata dell’intervento è compresa fra i cinque e gli otto anni e la modalità di way out dovrà essere stabilita fin dall’inizio della partecipazione al progetto.

16nov 2021

BENI STRUMENTALI 4.0: tetto unico di spesa

Per gli investimenti in beni materiali 4.0, previsto un unico plafond di spesa agevolabile per tutto il triennio di proroga. L’articolo 10 del Ddl di Bilancio 2022 accorpa in un nuovo comma della legge 178/2020 il credito d’imposta per i beni ex iperammortizzabili per il periodo 2023-2025, con la conseguenza di poter disporre, per l’intero arco temporale, di un solo tetto di spesa pari a 20 milioni.

Il disegno di legge di Bilancio 2022 prevede un allungamento temporale dei benefici fiscali concessi alle imprese che investono in beni con caratteristiche “industria 4.0”, ma con benefici decrescenti sia in termini di aliquote dei crediti di imposta che di plafond complessivi di spese ammissibili.

L’articolo 10 dispone, in particolare, una proroga triennale che riguarda sia i crediti di imposta relativi agli investimenti in beni materiali (allegato A alla legge 232/2016) che quelli per i beni immateriali (software di cui all’allegato B alla legge 232/2016).

Con riferimento ai beni materiali (ex iperammortizzabili), ferma restando l’attuale agevolazione che scade a fine 2022 con una coda al primo semestre 2023 per beni “prenotati” (ordine e acconto del 20%) entro il 31 dicembre precedente, la proroga consiste nella introduzione di un unico nuovo blocco temporale che va dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025 (oltre alla solita coda nel primo semestre successivo per “prenotazioni” entro il 2025) nel quale le imprese potranno usufruire di crediti percentualmente dimezzati rispetto a quelli dell’anno 2022: 20% (contro il 40%) per lo scaglione di costo complessivo fino a 2,5 milioni, 10% (contro il 20%) per lo scaglione di costo tra 2,5 e 10 milioni e infine 5% (contro il 10%) nello scaglione di costo complessivo tra 10 e 20 milioni (importo che rappresenta il massimale di spesa).

Poiché la norma disciplina la proroga attraverso un unico nuovo comma 1057-bis della legge 178/2020, e non invece, suddividendo l’agevolazione in commi (e periodi temporali) distinti, l’applicazione dell’incentivo, per l’intero triennio, potrà fare affidamento su un unico plafond di spesa ammissibile. Il che evidentemente depotenzia fortemente il bonus massimo ottenibile.

Doppio tetto per il software. Il Mef ha suddiviso l’incentivo prorogato in tre distinte annualità (2023, 2024, 2025) per ciascuna delle quali viene riportato un “limite investimenti” pari a 20 milioni.

Plafond più ampi vengono invece previsti per il credito sul software 4.0. Per questo bonus, infatti, la proroga gioca su tre distinti commi. Nell’attuale comma 1058 (che riguarda sia il 2021 che il 2022) viene aggiunto l’anno 2023 (con la consueta coda al primo semestre 2024 per le prenotazioni), mantenendo stessa percentuale (20%) e stesso plafond (1 milione), che ora riguarderà non due, ma tre anni.

Per gli investimenti 2024 e per quelli 2025 (in entrambi i casi con la coda del semestre successivo), l’incentivo è regolato da due commi distinti a cui corrispondono due plafond di spesa di 1 milione all’anno: nel 2024 tax credit al 15% su un massimo di spesa di un milione; nel 2025 tax credit al 10% su un massimo di un (ulteriore) milione.

Nessuna proroga per gli investimenti “ordinari” né materiali (macchinari non 4.0, mobili e arredi, ecc.) né immateriali (software non 4.0). Le imprese interessate a sfruttare l’attuale credito del 10% dovranno effettuare le “prenotazioni” (ordine e acconto del 20%) entro il 31 dicembre 2021, effettuando poi l’acquisto (consegna o spedizione del bene) entro il 30 giugno 2022. Per il 2022 (senza prenotazione anteriore), il credito scende al 6% (con coda fino al 30 giugno 2023 se si prenota entro la fine dell’anno precedente), mentre nessun bonus è più previsto negli anni seguenti.