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06mag 2019

DECRETO CRESCITA: alcune misure per il rilancio delle imprese

Con la pubblicazione in G.U. n. 100 del 30.04.2019 è attualmente in vigore il D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), contenente un insieme di misure agevolative finalizzate a sostenere la crescita economica delle imprese.

Il Disegno Legge è strutturato in 4 capi contenenti un pacchetto di misure urgenti per le imprese italiane:

1) misure fiscali per la crescita economica

2) misure per il rilancio degli investimenti privati

3) tutela del made in Italy

4) ulteriori misure per la crescita.

Nell’ambito del capo I “misure fiscali per la crescita economica” il D.L. contiene, fra le altre, le seguenti importanti misure fiscali:

- reintroduzione del superammortamento con un nuovo tetto massimo complessivo di euro 2.500.000,00, per investimenti effettuati dal 01.04.2019 al 31.12.2019, o entro il 30.06.2020 alle due condizioni, da verificarsi al 31.12.2019, di accettazione dell’ordine dal fornitore e pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione;

- modifiche semplificative alla disciplina del Patent Box.

Nell’ambito del capo II “misure per il rilancio degli investimenti privati” si segnalano i seguenti incentivi:

- semplificazione del Fondo Garanzia PMI;

- semplificazioni operative alla misura nota come “Nuova Sabatini” e incremento del valore massimo del finanziamento concedibile a ciascuna impresa beneficiaria da euro 2.000.000,00 a euro 4.000.000,00;

- introduzione di una nuova misura di sostegno alla capitalizzazione che ricalca il collaudato schema della “Nuova Sabatini” finanziando programmi di investimento per sostenere processi di capitalizzazione delle Pmi;

- introduzione delle nuove agevolazioni a sostegno di progetti di R&S per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare finalizzati ad un uso più efficiente e sostenibile delle risorse tramite due distinte modalità, finanziamento agevolato per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili pari al 50% oppure contributo diretto alla spesa fino al 20% delle spese e dei costi ammissibili;

- introduzione della nuova agevolazione “digital transformation” per favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle Pmi secondo il paradigma 4.0, riconoscendo un incentivo in misura massima pari al 50% delle spese ammissibili sostenute.

Nell’ambito del capo III “tutela del made in Italy” sono inserite misure di tutela dei marchi storici italiani e di tutela al fenomeno dell’italian sounding, imitazione di un prodotto o di una denominazione o di un marchio tramite evocazione di una presunta origine italiana:

- tutela dei marchi storici italiani con istituzione di apposito registro e di un Fondo;

- introduzione di una nuova agevolazione ai consorzi nazionali che operano in mercati esteri per tutelarne l’originalità dei prodotti italiani, anche agroalimentari, in misura pari al 50% delle spese sostenute per la tutela legale dei prodotti vittime di italian sounding, entro un importo massimo annuale di per beneficiario di euro 30.000,00;

- introduzione del voucher 3I “Investire in innovazione” a favore delle start up innovative, di cui al L. 179/2012, convertito con modificazioni dalla L. 221/2012, a sostegno dei processi di innovazione nel triennio 2019/2021; il voucher finanzia le spese di brevettazione di un’invenzione (consulenza per ricerca sulla brevettabilità e ricerche di anteriorità, stesura domanda di brevetto, deposito presso l’ufficio italiano marchi e brevetti, estensione all’estero della domanda nazionale).

Infine il capo IV “ulteriori misure per la crescita” è destinato ad incentivi volti a sostenere la crescita dell’economia tramite, ad esempio, il potenziamento delle assunzioni negli enti locali.

Si segnala infine, all’articolo 49 D.L. 34/2019, un nuovo credito d’imposta per incentivare la partecipazione delle Pmi a fiere internazionali e migliorarne il livello e la qualità di internazionalizzazione: trattasi di un credito d’imposta del 30% riconosciuto nell’attuale periodo d’imposta ed entro l’importo massimo di 60.000,00 euro sulle seguenti spese per manifestazioni fieristiche di settore organizzate fuori dal territorio italiano:

- affitto degli spazi espositivi;

- allestimento degli spazi espositivi;

- pubblicità, promozione e comunicazione connesse alla partecipazione alla fiera.

Gli aspetti operativi dei nuovi incentivi introdotti sono demandati a successivi Decreti del Ministero competente (Mise, Mef o entrambi).

03mag 2019

CREDITO D’IMPOSTA PER LE FIERE: agevolazioni del 30%

Nel Decreto Crescita (34/19 in vigore dal 1° maggio) l’articolo 49 è dedicato al credito d’imposta per le PMI che partecipano alle fiere internazionali. L’agevolazione è collegata ai processi di internazionalizzazione e non alla partecipazione a fiere nazionali.

Per il 2020 sono stati stanziati 5 mln di euro ed il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 30% e fino ad un massimo di € 60.000,00. L’agevolazione è riconosciuta fino a esaurimento fondi.

Il credito d’imposta è riconosciuto per le spese di partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali di settore che si svolgono all’estero per:

- le spese per l’affitto degli spazi espositivi;

- l’allestimento dei medesimi spazi;

- le attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione, connesse alla partecipazione.

Il credito d’imposta è riconosciuto nel rispetto delle condizioni e dei limiti dei regolamenti Ue 1407/13, 1408/13 e 717/14, relativi per i vari settori all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento della Ue agli aiuti de minimis. Esso è ripartito in tre quote annuali di pari importo ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione in base all’articolo 17 del Dlgs 241/97.

Le disposizioni applicative dell’agevolazione sono rimesse, come di consueto, a un Dm. Infatti viene previsto che entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Dl sarà emanato un decreto Mise, di concerto con il Mef, su:

- le tipologie di spese ammesse al beneficio, nell’ambito di quelle previste dal comma 2;

- le procedure per l’ammissione al beneficio, che avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione delle relative domande, nel rispetto dei limiti di cui al comma 1;

- l’elenco delle manifestazioni fieristiche internazionali di settore per cui è ammesso il credito di imposta;

- le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d’imposta, ai sensi dell’articolo 1 comma 6 del Dl 40/10. Pertanto il decreto attuativo specificherà in dettaglio le spese agevolabili, riconducibili comunque a quelle che la norma prevede al comma 2.

02mag 2019

IPERAMMORTAMENTO: calcolo a scaglioni

I commi da 60 a 65 dell’articolo 1 della legge 145/18 hanno previsto la riproposizione dell’iperammortamento sugli investimenti in beni materiali strumentali nuovi “industria 4.0” – destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato – ove effettuati (anche con contratti di leasing) entro il 31 dicembre 2019, ovvero entro il 31 dicembre 2020, in quest’ultimo caso a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

La principale differenza rispetto alla legge di bilancio 2017 risiede nel fatto che la maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti – ai fini della variazione in diminuzione da operare nel modello Redditi – non è più identica per tutti gli investimenti, ma si applica in base ad un meccanismo “a scaglioni”.

Più precisamente, la maggiorazione (in luogo del 150% sperimentato nel passato) si applica in misura pari al:

- 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;

- 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;

- 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro;

- azzerandosi sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro.

Ma ad oggi come deve essere applicato tale meccanismo non risulta chiaro. Si possono, infatti, immaginare diverse modalità di applicazione di questa disposizione, con effetti diversi collegati, in particolare, alla diversa aliquota di ammortamento dei vari beni acquisiti.

Una prima modalità applicativa potrebbe essere quella di far scegliere all’impresa – in assenza di indicazioni specifiche del legislatore – come ripartire il costo complessivo degli investimenti in base agli scaglioni. In tal caso, sarà conveniente considerare per primi gli investimenti ad aliquota più elevata, i quali consentiranno di fruire delle percentuali più alte di maggiorazione del costo e quindi di massimizzare in breve tempo il beneficio.

Diversamente, si potrebbe pensare a un criterio cronologico, in cui la ripartizione è vincolata all’effettuazione dell’investimento, che segue le regole dell’articolo 109 Tuir, disinteressandosi della derivazione rafforzata in quanto non rilevano i diversi criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali e a nuovi Oic, micro-imprese escluse (circolari 4/E/17 e 10/E/18).

Si potrebbe anche ipotizzare un criterio di calcolo che renda indifferente il posizionamento dei beni acquisiti in relazione agli scaglioni. Infatti, dato l’ammontare degli investimenti complessivi, è possibile calcolare una aliquota media di maggiorazione, ad esempio il 117,5% su 10 milioni di euro, ottenuta considerando le maggiorazioni dei primi due scaglioni.

Tale aliquota media andrebbe poi applicata a tutti i beni iperammortizzabili acquistati, “spalmando” su ciascuno di essi il vantaggio complessivo. Questa metodologia di calcolo, come del resto quella lasciata alla discrezionalità dell’impresa, ha il difetto di poter essere correttamente applicata solo a fine esercizio. Tuttavia, oltre ad essere indifferente alla scansione temporale degli acquisti, ha il pregio di permettere calcoli molto semplici, che, viceversa, non si avrebbero con altri sistemi, in particolare laddove il medesimo bene si collocasse a cavallo tra due (o più) scaglioni, e, quindi, fosse suscettibile di generare un iperammortamento a due (o più) aliquote differenti.

02mag 2019

MISE: incentivi alla green economy

Sono previste agevolazioni per progetti di ricerca e sviluppo nel settore dell’economia circolare, con spese e costi ammissibili tra € 500.000,00 e € 2.000.000,00, e per progetti di trasformazione digitale connessi alle tecnologie 4.0 nel settore manifatturiero destinati a medie e grandi imprese.

Viene introdotto inoltre il “voucher inventori” per le startup impegnate nel trasferimento tecnologico che acquistano servizi di consulenza relativa alla stesura della domanda di brevetto.

30apr 2019

DECRETO CRESCITA: onere degli incentivi in nota integrativa

L’obbligo di trasparenza riguarda solo gli aiuti specifici, che non sono pubblicati nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato. Restano esclusi dal vincolo gli aiuti aventi carattere generale e le erogazioni aventi natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria.

Il decreto legge per la crescita ha completamente riscritto la norma sull’obbligo di trasparenza previsto dalla legge n.124/2017. L’obbligo rimane confermato a partire dall’esercizio finanziario 2018, ma le sanzioni scattano solamente a partire dal 1° gennaio 2020. Resta invariato il limite cumulativo di € 10.000,00 al di sotto del quale i soggetti non sono tenuti ad adempiere agli obblighi di trasparenza.

Le imprese sono obbligate a pubblicare nelle note integrative del bilancio di esercizio e dell’eventuale bilancio consolidato gli importi e le informazioni relativi a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, agli stessi effettivamente erogati dalle pubbliche amministrazioni.

L’inosservanza degli obblighi di trasparenza comporterà una sanzione pari all’1% degli importi ricevuti con un importo minimo di € 2.000,00.