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03nov 2021

DIGITALIZZAZIONE: aiuti per agenzie e tour operator

Tra le agevolazioni per le imprese del turismo che sono contenute nei primi 4 articoli del Decreto Pnrr approvato dal Consiglio dei ministri il 27 ottobre 2021 vi è anche un credito d’imposta, di complessivi 98 milioni di euro.

L’articolo 4 del Dl Pnrr nello specifico prevede per le agenzie di viaggio e i tour operator (codici Ateco 79.1, 79.11 e 79.12) un credito d’imposta sui costi sostenuti per investimenti ed attività di sviluppo digitale a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024.

Il credito d’imposta è pari al 50% sull’ammontare dei costi sostenuti per investimenti e attività di sviluppo digitale fino ad un massimo complessivo di 50mila euro. Tra i costi agevolabili:

- impianti wi-fi con velocità di connessione di almeno 1 Megabit/s in download (solo a condizione che l’esercizio ricettivo li metta a disposizione dei propri clienti in servizio gratuito precisa però la norma);

- web ottimizzati per il sistema mobile;

- programmi e sistemi informatici per la vendita “diretta” di servizi e pernottamenti purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all’integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati;

- spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione dei servizi e pernottamenti turistici sui siti e su piattaforme informatiche specializzate;

- servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale;

- strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità a persone con disabilità;

- formazione del titolare e del personale dipendente in relazione alle attività sopra elencate.

Il credito d’imposta, che dovrà rispettare le norme sugli aiuti di Stato, è utilizzabile solo in compensazione, non concorre alla formazione del reddito e dell’Irap e non rileva ai fini del rapporto di cui articoli 61 e 109 comma 5 del Tuir.

Le modalità operative saranno contenute in un decreto del ministero del Turismo da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto Pnrr.

03nov 2021

MARCHI COLLETTIVI: domande dal 22 novembre

E’ stato pubblicato in G. U. il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che stabilisce criteri e modalità di applicazione dell'agevolazione diretta a sostenere la promozione all'estero di marchi collettivi e di certificazione volontari italiani nonché termini di apertura e modalità di presentazione delle domande, criteri di valutazione, modalità di rendicontazione delle spese ed erogazione delle agevolazioni.

I soggetti che possono beneficiare dell'agevolazione sono le associazioni rappresentative delle categorie produttive, i consorzi di tutela di cui all'art. 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128 e altri organismi di tipo associativo o cooperativo. Tali soggetti, al momento della presentazione della domanda, devono essere titolari di un marchio collettivo o di certificazione già registrato, ovvero essere in possesso di idoneo titolo per l'uso e/o la gestione di un marchio collettivo o di certificazione già registrato.

L'agevolazione è concessa nella misura del 70% delle spese valutate ammissibili e l’importo massimo in favore di ciascun soggetto beneficiario non può superare 150.000,00 euro. È possibile presentare una sola domanda di agevolazione per ciascun marchio collettivo o di certificazione registrato. Non è possibile presentare una domanda per un importo di agevolazione inferiore a 20.000,00 euro.

Le domande di agevolazione possono essere presentate a partire dalle ore 9,00 del 22 novembre 2021 ed entro e non oltre le 24,00 del 22 dicembre 2021, pena l’irricevibilità della domanda stessa.

02nov 2021

CREDITO D’IMPOSTA EDITORI: presentazione domande fino al 20 novembre

Le domande per accedere al bonus, previsto dall’articolo 190 del Dl 34/2020 (convertito dalla legge 77/20208, potranno essere presentate fino al 20 novembre.

Possono accedere al credito di imposta le imprese editrici di quotidiani e di periodici che possiedono i seguenti requisiti:

- sede legale nello spazio economico europeo;

- residenza fiscale ai fini della tassabilità in Italia ovvero la presenza di una stabile organizzazione sul territorio nazionale, cui sia riconducibile l’attività commerciale cui sono correlati i benefici;

- attribuzione del codice di classificazione Ateco:

o 58.13 (edizione di quotidiani);

o 58.14 (edizione di riviste e periodici);

- iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione (Roc);

- impiegare almeno un dipendente a tempo indeterminato.

Il tax credit è pari al 30% della spese effettivamente sostenute nel 2020 per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale, e per information technology di gestione della connettività.

Il credito d’imposta è riconosciuto, entro il limite massimo di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022. Qualora il totale dei crediti d’imposta richiesti risulti superiore alle risorse disponibili, si procede al riparto proporzionale tra tutti i soggetti aventi diritto.

Il bonus è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con ogni altra agevolazione prevista da normativa statale, regionale o europea, salvo che successive disposizioni di pari fonte normativa non prevedano espressamente la cumulabilità delle agevolazioni, nonché con i contributi diretti di cui al decreto legislativo 70/2017.

28ott 2021

TURISMO: nuovi aiuti a fondo perduto

In arrivo il Superbonus per le imprese riservato al settore turistico e ricettivo.

Il Superbonus, sotto forma di credito d’imposta, è fissato nella misura dell’80% delle spese sostenute non solo per la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza antisismica, ma anche per eliminazione di barriere architettoniche, realizzazione di piscine termali (incluse l’acquisto delle attrezzature), nonché le spese per la digitalizzazione e quelle di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

L’agevolazione è utilizzabile per tutti i lavori avviati successivamente alla data di entrata in vigore del nuovo decreto legge e anche a quelli precedenti ma non ancora ultimati.

Le imprese che accedono al Superbonus possono richiedere anche un contributo a fondo perduto fino a 40mila euro, ulteriormente incrementabile in relazione a diversi fattori: fino a 30mila euro se la quota di spesa è destinata per almeno il 15% a digitalizzazione e innovazione tecnologica ed energetica; fino a 20mila per l’imprenditoria femminile e under 35; fino a ulteriori 10mila euro per le imprese del Mezzogiorno. Attenzione, però, la cumulabilità degli aiuti non potrà mai superare i costi sostenuti e, nel caso del fondo perduto, il tetto viene fissato in 100mila euro.

Chi accede al Superbonus dell’80% non potrà comunque beneficiare di altri bonus edilizi o aiuti senza obbligo di restituzione. Il credito d’imposta sarà utilizzabile in compensazione e potrà essere ceduto, tutto o in parte, a terzi comprese banche e intermediari finanziari.

Per l’ottenimento del superbonus e del fondo perduto, è stato previsto un meccanismo di erogazione in base all’ordine cronologico delle domande.

28ott 2021

SIMEST: pubblicate le FAQ sul divieto della cumulabilità

ll credito di imposta per investimenti in beni strumentali non è cumulabile con i bandi le cui risorse derivano dal Pnrr. Questo è quanto emerge da una delle faq pubblicate da Simest, relativamente alle nuove misure finanziate con risorse Pnrr e accessibili dal 28 ottobre 2021.

Alla domanda se la misura digitalizzazione fosse cumulabile con il credito di imposta agli investimenti, Simest ha risposto come segue: «La delibera quadro e le circolari escludono la finanziabilità di spese oggetto di altra agevolazione pubblica (anche agevolazioni pubbliche che non costituiscono aiuto di Stato, come le misure di credito di imposta che abbiano ad oggetto i medesimi costi) e impongono il rispetto dell’obbligo di assenza del cd “doppio finanziamento”, ossia il divieto di doppia copertura dei medesimi costi, fattispecie definita dalla circolare 21/2021 e dal relativo allegato tecnico. Come sopra riportato deve aggiungersi il divieto di duplicazione rispetto a risorse ordinarie del debito pubblico».