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14mag 2020

DECRETO RILANCIO: approvato dal consiglio dei ministri

Dopo settimane di riunioni e discussioni il Decreto Rilancio è riuscito a a varcare la soglia del consiglio dei ministri: 55 miliardi di nuovo indebitamento, e 155 miliardi in termini di saldo netto da finanziare per dare gambe alle misure con gli aiuti alle imprese, la replica e l’estensione di ammortizzatori sociali e sostegno al reddito, il rafforzamento della sanità e i nuovi fondi per gli enti locali.

La nuova manovra ora attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Molti i noti ancora da sciogliere.

Tra queste si incontra la possibilità generalizzata monetizzare i bonus fiscali per gli interventi edilizi che si vorranno realizzare quest’anno oppure il prossimo. Imprese e famiglie potranno trasformare la detrazione fiscale per lavori di ristrutturazione, efficientamento energetico o antisismico, così come anche il bonus facciate, o in uno sconto in fattura sul pagamento dei lavori, oppure potranno cedere il credito ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari. Opzioni, queste, che il decreto estende anche ai crediti d’imposta introdotti per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Si tratta per esempio del bonus affitti destinato a imprese e negozi o degli sconti fiscali introdotti per favorire la sanificazione e l’adeguamento degli ambienti di lavoro. Stesso meccanismo per il bonus turismo e il nuovo super-sconto del 110% per l’efficientamento energetico e sismico delle abitazioni.

Nel decreto entrano poi in corsa nuove norme sul patrimonio immobiliare pubblico, che allungano da 50 a 70 anni i termini di durata di concessioni e locazioni con l’obiettivo di facilitare l’equilibrio economico-finanziario delle iniziative di valorizzazione. Il ministero della Difesa, poi, potrà operare vendite in blocco dei propri alloggi liberati dalla riduzione degli effettivi nelle forze armate.

Sulla cassa integrazione la soluzione prevede la disponibilità di ulteriori 9 settimane, divise però in due tranche per evitare di esaurire subito il plafond.

Agli enti locali arrivano 3,5 miliardi di euro, a cui si aggiungono 200 milioni per i Comuni delle «zone rosse» e 100 per indennizzare in parte il mancato gettito dell’imposta di soggiorno. Scende a 500 milioni il fondo per il trasporto pubblico locale, ma per provare a gestire la mobilità ai tempi del distanziamento sociale arriva un nuovo adempimento per imprese e Pa con desi di almeno 100 dipendenti in Comuni con più di 50mila abitanti: dovranno istituire la figura del «mobility manager» per adottare ogni anno il «piano degli spostamenti casa-lavoro» dei propri dipendenti con l’obiettivo di ridurre l’uso del mezzo di trasporto privato.

Nell’infinita teoria degli articoli del nuovo provvedimento si fa largo anche una proroga al 31 dicembre degli stati di emergenza regionali, con le relative contabilità speciali.

Non trova posto invece la possibilità di rimodulare i contratti delle aziende di riscossione locale. Ma la norma è destinata a entrare in un prossimo decreto.

14mag 2020

BONUS PUBBLICITA’: elevato al 50%

Il Decreto Rilancio eleva, per il solo anno 2020, la misura del bonus pubblicità dal 30% al 50%.

Confermato il criterio volumetrico introdotto dal decreto Cura Italia: limitatamente all'anno 2020, la base di calcolo dell’agevolazione è costituita dall’intero valore dell’investimento pubblicitario effettuato anziché dalle sole spese eccedenti.

Con tale regime straordinario, il credito d’imposta si apre alle imprese, ai professionisti e agli enti del terzo settore che iniziano la loro attività nel corso del 2020, oppure che realizzeranno investimenti inferiori rispetto a quelli effettuati nel 2019, oppure che nell'anno 2019 non abbiano effettuato investimenti pubblicitari.

Definite inoltre le risorse dedicate a tale misura: per il 2020, il budget stanziato ammonta a 60 milioni di euro, di cui:

- 40 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online;

- 20 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Sono escluse dagli investimenti ammissibili:

- le spese sostenute per l’acquisto di spazi nell’ambito della programmazione o dei palinsesti editoriali per pubblicizzare o promuovere televendite di beni e servizi;

- le spese per la trasmissione o per l’acquisto di spot radio e televisivi di inserzioni o spazi promozionali relativi a servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite in denaro, di messaggeria vocale, chat-line;

- le spese accessorie, di intermediazione e ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad essa funzionale o connessa.

Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997, ed è fruibile nel rispetto dei limiti stabiliti della normativa europea sugli aiuti “de minimis”.

13mag 2020

IMPRESA 4.0: ancora incerti gli incentivi

Ancora in dubbio il prolungamento fino al 2022 e il rafforzamento parziale del Piano Impresa 4.0.

La proposta del Ministero dello Sviluppo include la proroga del Piano con l’obiettivo di agevolare gli investimenti effettuati entro il 2022 mentre oggi sono coperti solo quelli del 2020, con coda per le consegne fino a metà 2021 nel caso di un acconto pari ad almeno il 20%.

Verrebbe prolungato il credito di imposta che ha sostituito il superammortamento e l’iperammortamento, ma anche quello destinato alla ricerca/sviluppo/innovazione ed il bonus per la formazione 4.0. Si intenderebbe poi alzare dal 6 al 10% il credito di imposta per i beni strumentali tradizionali (ex superammortamento) con un ulteriore incremento al 15% se le spese vengono effettuate per dispositivi funzionali al lavoro agile. Il credito di imposta per attività di ricerca fondamentale, industriale e sviluppo sperimentale passerebbe dal 12 al 20% con tetto di spesa ammissibile portato da 3 a 5 milioni.

Tra gli interventi proposti dal Ministero dello Sviluppo figura anche l’assegnazione di 150 milioni al Fondo di sostegno al venture capital per investimenti nel capitale delle startup e per la sottoscrizione tra l’altro di obbligazioni convertibili o altri strumenti di debito rimborsabili. In discussione anche lo stanziamento di 80 milioni per i finanziamenti agevolati “Smart & Start” gestiti da Invitalia e di 20 milioni per contributi a fondo perduto finalizzati all’acquisizione di servizi da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels.

13mag 2020

IMPRESE E AUTONOMI: cambia ancora il meccanismo dei contributi a fondo perduto

Per il contributo a fondo perduto il limite di accesso sarà di 5 milioni (dato 2019) di ricavi per le imprese e di compensi per i lavoratori autonomi con partita Iva, Nel caso più generoso e facendo un calcolo medio si potrà arrivare al massimo a 40mila euro.

Le domande dovranno essere effettuate online entro 60 giorni dall’avvio della procedura che dovrà essere specificata in un provvedimento attuativo dell'Agenzia delle entrate, che sarà poi incaricata di corrispondere i contributi su conto corrente bancario o postale. Gli indennizzi potranno essere richiesti anche da imprese agricole e cooperative.

I contributi non saranno cumulabili con i bonus autonomi da 600 euro nel caso dei professionisti, che continueranno però a beneficiare di quest'ultima misura nella sua versione aggiornata. Cumulo possibile, invece, per artigiani e commercianti.

Per poter effettuare domanda bisogna aver subito tra l'aprile 2020 e l'aprile 2019 un calo di almeno un terzo del fatturato o dei compensi. Condizione che non si applica a chi ha avviato l'attività a partire dal 1° gennaio 2019 o chi ha domicilio fiscale o sede operativa nei comuni che erano zona rossa prima della dichiarazione di stato di emergenza nazionale.

L’indennizzo avrà un valore minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2mila euro per gli altri soggetti. Il valore massimo si evince da un complesso meccanismo, cioè dall'applicazione di una percentuale alla differenza del fatturato o dei compensi di aprile 2020 rispetto a quelli dello stesso mese 2019. Queste le fasce: 20% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 fino a 400mila euro; 15% oltre 400mila euro e fino a 1 milione; 10% oltre 1 milione e fino a 5 milioni. Quindi, nel caso di un'azienda con 5 milioni di ricavi, in virtù della chiusura totale dell'attività ad aprile con azzeramento del business, il beneficio potrebbe teoricamente arrivare a 41mila euro. Un calcolo puramente esemplificativo fatto dividendo i ricavi annui in dodici mensilità uguali (ma ovviamente il giro d'affari di aprile 2019 potrebbe essere stato più alto o più basso del valore medio).

13mag 2020

DECRETO RILANCIO: credito d’imposta per canoni di locazione di immobili non abitativi

La bozza del c.d. “Decreto Rilancio” prevede, all’articolo 31, un credito d’imposta per canoni di locazione, di leasing e di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento di determinate attività.

L’ambito applicativo soggettivo del nuovo credito d’imposta comprende i seguenti beneficiari, a condizione che abbiano conseguito ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente:

- esercenti attività d’impresa;

- esercenti arti e professioni.

L’agevolazione si applica inoltre agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.

L’intensità dell’agevolazione è diversamente modulata in funzione del contratto in dipendenza del quale l’immobile è nella disponibilità del soggetto beneficiario:

- in caso di contratti di locazione, leasing e concessione di immobili spetta un credito d’imposta pari al 60 % del canone mensile versato;

- in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività, spetta un credito d’imposta pari al 30% del canone mensile versato.

Le disposizioni attuative del credito d’imposta sono infine demandate ad un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro 20 giorni dall’entrata in vigore del “Decreto Rilancio”.