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08mag 2020

CREDITO D’IMPOSTA PER LA SANIFICAZIONE: come ottenere il rimborso

Dalla fine del mese di febbraio 2020 il Governo italiano ha fornito linee guida per la tutela della salute dei cittadini nei luoghi chiusi, e in particolare dei lavoratori, nonché ha adottato misure di sostegno economico a beneficio di tutti i soggetti direttamente chiamati a garantire la sicurezza dei lavoratori e dei clienti, tramite l’attuazione di interventi di sanificazione degli ambienti.

Tra queste misure la principale è costituita dal credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro, introdotto dal decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020 convertito con modificazioni nella l. n. 27/2020), che all’art. 64 prevede il riconoscimento di un credito d’imposta, nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020.

Con circolare 9/E del 13 aprile 2020 l’Agenzia delle Entrate ha espressamente chiarito che il credito d’imposta in esame potrà essere utilizzato anche per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, “DPI”, tra i quali, a mero titolo esemplificativo, mascherine (chirurgiche, o omologate Ffp2 e Ffp3), visiere e occhiali protettivi, guanti, tute di protezione e calzari monouso.

Si raccomanda particolare attenzione nell’affidamento dei servizi di sanificazione resi obbligatori a livello nazionale per il contrasto nella diffusione del Covid-19. L’inidoneità della attestazione degli interventi rilasciata da soggetto non in possesso di abilitazione potrebbe escludere l’accesso al credito d’imposta di cui all’art. 64 del D.L. Cura Italia.

Con riferimento agli interventi di sanificazione svolti nei luoghi di lavoro e nei locali commerciali, poiché il riconoscimento del credito d’imposta non avverrà automaticamente ma richiederà la presentazione di apposita documentazione delle spese sostenute, i soggetti interessati dovranno farsi rilasciare un dettaglio delle operazioni svolte e dei prodotti utilizzati, eventualmente inserendo tali specifiche nella descrizione del documento fiscale rilasciato dal fornitore ai sensi dell’art. 21, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972, nonché tenere un registro per l’annotazione periodica degli interventi.

Nelle more dell’adozione del decreto attuativo da parte del MISE e del MEF è opportuno, pertanto, che gli esercenti attività di impresa, arte o professione che attueranno tutte le misure necessarie per poter concretamente ripartire secondo le prescrizioni ed il calendario dettati dal Governo per la Fase 2, conservino la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la determinazione dei costi agevolabili, vale a dire le fatture e ogni documento relativo all’acquisizione dei beni o dei servizi che danno origine al credito di imposta, pena l’impossibilità di accedere alla misura di sostegno ovvero la successiva revoca del beneficio.

Sul piano operativo è auspicabile che il decreto attuativo non introduca un meccanismo simile al “click-day” già adottato in altre fattispecie.

08mag 2020

CREDITO D’IMPOSTA IN R&S: ancora bloccato

Le imprese attendono il decreto per il corretto utilizzo dei tre nuovi credito d’imposta previsti dall'articolo 1 della legge 160/2019, sulla ricerca e sviluppo (comma 200), innovazione tecnologica (comma 201) e altre attività innovative quali il design e l'ideazione estetica (comma 202).

Il decreto attuativo avrebbe dovuto essere pubblicato entro il 1° marzo 2020, ma ad oggi ancora nulla.

08mag 2020

STARTUP: prorogato il regime speciale

Per far fronte alla crisi economica, per le startup, gli incubatori certificati e le PMI innovative, lo Stato si sta adoperando per allungare la loro permanenza nel registro speciale, che dà diritto a incentivi e semplificazioni. Si allungherà di 12 mesi: non più 5 ma 6 anni dalla data di costituzione.

Si tratta di uno dei punti di un ampio pacchetto di misure per le giovani aziende innovative che dovrebbe entrare nel nuovo decreto sulle misure economiche.

La bozza contiene oltre dieci misure. Si conta di aumentare con 150 milioni la dote del Fondo di sostegno al venture capital del Ministero dello Sviluppo Economico, collegato al Fondo nazionale innovazione della Cassa depositi e prestiti, per investimenti nel capitale delle startup e per la sottoscrizione tra l'altro di obbligazioni convertibili o altri strumenti di debito rimborsabili.

Il testo, prevede poi di rialimentare con 80 milioni i finanziamenti agevolati “Smart & Start” gestiti da Invitalia e di assegnare 20 milioni per contributi a fondo perduto finalizzati all'acquisizione di servizi da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels. Il Ministero dello Sviluppo Economico punta inoltre a raddoppiare il credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo se effettuati da startup e PMI innovative, «anche allo scopo di incentivare studi e sperimentazioni utili per fronteggiare l'emergenza Covid-19».

Si interviene anche sul capitolo dell’accesso al credito. Si stabilisce per startup e PMI innovative che hanno debiti bancari, lo stop di 12 mesi per le revoche di aperture di credito, per la proroga dei prestiti non rateali con scadenza entro il 30 settembre 2020 e per la sospensione del pagamento delle rate.

07mag 2020

LIQUIDITA’ ALLE IMPRESE:

Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 91.973 le domande arrivate al Fondo di Garanzia, dal 17 marzo ad al 5 maggio, per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo pari a circa 5,6 miliardi.

È entrato in piena operatività anche ‘Garanzia Italia’, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Le istruttorie in corso sono attualmente circa 170 per altrettante operazioni di finanziamento per un valore complessivo di circa 12,5 miliardi di euro.

06mag 2020

BONUS PUBBLICITA’: come funziona nell’anno 2020

Imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali, per il 2020, possono contare su misure di favore per beneficiare del credito d’imposta per l’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su giornali cartacei anche on line, emittenti televisive e radiofoniche.

Il decreto Cura Italia ha previsto un regime straordinario per il bonus, consentendo, limitatamente all'anno 2020, di accedere all’agevolazione anche ai soggetti che programmano investimenti inferiori rispetto a quelli effettuati nel 2019, a coloro che nel 2019 non abbiano effettuato spese pubblicitarie ed infine a chi ha iniziato l’attività nel corso del 2020.

Unico limite sarà costituito dalla non cumulabilità dell’incentivo con altre agevolazioni statali, regionali ed europee per le medesime voci di spesa.

Limitatamente all'anno 2020 viene disposto:

- che credito d’imposta per investimenti pubblicitari rilevi nella misura unica pari al 30% sul valore totale degli investimenti effettuati nello stesso periodo di riferimento;

- il differimento della finestra temporale, che consente la comunicazione telematica per l'accesso al beneficio, nel periodo ricompreso tra le date dal 1° al 30 settembre 2020;

- quanto ai profili non derogati dalla modifica normativa, il mantenimento delle regole applicative previste dal regolamento attuativo di cui al DPCM 16 maggio 2018 n. 90.

Possono accedere all'agevolazione anche i soggetti che programmano investimenti inferiori rispetto a quelli effettuati nel 2019, i soggetti che nell'anno 2019 non abbiano effettuato investimenti pubblicitari ed infine i soggetti che hanno iniziato la loro attività nel corso dell’anno 2020.