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14nov 2018

CREDITO D’IMPOSTA IN R&S: richiesta di parere tecnico al Mise

L’individuazione del perimetro oggettivo di applicazione dell’agevolazione del credito d’imposta in R&S comporta valutazioni in ordine sia alle attività, sia alle tipologie di investimenti ammissibili.

Ragion per cui è stato introdotto per il contribuente la facoltà di acquisire autonomamente un parere tecnico da parte del Mise in caso di condizioni di obiettiva incertezza riguardanti la corretta interpretazione della disciplina del credito d’imposta R&S.

I presupposti per la presentazione della richiesta di parere tecnico consistono:

- nella presenza di un dubbio oggettivo attinente una fattispecie concreta e personale;

- nell’esistenza di un’obiettiva incertezza sulla qualificazione della fattispecie come ricerca teorica, industriale o applicata e sviluppo sperimentale;

- nell’esistenza di un elemento di peculiarità o di complessità distintivo rispetto a situazioni ricorrenti.

L’assenza di tali presupposti si traduce in un vizio dell’istanza di parere tecnico tale da determinarne l’inammissibilità.

Il contenuto minimo dell’istanza di parere tecnico prevede tutti i seguenti elementi:

- i dati identificativi dell’istante e dell’eventuale legale rappresentante, comprensivi del codice fiscale;

- la descrizione della fattispecie concreta e personale circostanziata e specifica, da valutarsi alla luce della possibilità di rendere una risposta al quesito prospettato;

- l’indicazione delle disposizioni di cui si richiede l’interpretazione, l’applicazione o la disapplicazione;

- l’enunciazione chiara e univoca della soluzione prospettata dal contribuente;

- l’indicazione del domicilio e dei recapiti anche telematici dell’istante o del suo eventuale domiciliatario a cui deve essere comunicata la risposta.

Il contribuente, una volta ricevuto il parere tecnico dal Mise, dovrà limitarsi a conservarlo per esibirlo in sede di un eventuale controllo.

L’istanza di parere tecnico in ogni caso non può essere considerata uno strumento di accertamento preventivo.

08nov 2018

LEGGE DI BILANCIO: misure per le imprese

Il testo definitivo del disegno di legge di bilancio per il 2019 nelle prossime settimane sarà soggetto del vaglio della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati. Di seguito alcune delle misure per le imprese:

-Proroga e rimodulazione dell’iperammortamento: prolungamento dei termini temporali per gli investimenti in beni strumentali materiali nuovi, che devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2019, ovvero entro il 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. Viene introdotto un sistema di aliquote differenziate: 250% per i progetti fino a 2,5 milioni, 200% per quelli tra 2,5 e 10 milioni e 150% per quelli tra 10 e 20 milioni. C’è, inoltre, un tetto massimo pari a 20 milioni, oltre i quali la maggiorazione non può essere fruita. Confermato anche l’incentivo per i beni immateriali, sempre pari al 140% e sempre condizionato all’acquisto anche di almeno un bene materiale tra quelli elencati nell’allegato A. Resta l’onere della dichiarazione del legale rappresentante e della perizia per gli investimenti superiori ai 500 mila euro. Fatta salva anche la possibilità di operare investimenti sostitutivi;

-Rimodulazione del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo: si prevede la riduzione del beneficio sia nel suo tetto massimo, che scende da 20 a 10 milioni, sia nell’aliquota, che passa dal 50% al 25% per diverse voci relative sia ai costi del personale impegnato nelle attività di R&S sia ai soggetti ai quali viene commissionato il progetto;

-Nuova Sabatini: è previsto un rifinanziamento per complessivi 480 milioni di euro di cui 48 milioni di euro per l’anno 2019, 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023 e 48 milioni per l’anno 2024;

-Made in italy: verranno stanziati ulteriori 90 milioni per il 2019 e 20 milioni per il 2020 per il potenziamento del Piano straordinario per la promozione del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia;

-Fondo per la microelettronica: fondo “finalizzato all’erogazione dei contributi alle imprese che partecipano alla realizzazione dell’Importante Progetto di Interesse Comune Europeo (IPCEI) sulla microelettronica, con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, 60 milioni per il 2021 e di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024;

-Voucher per l’Innovation Manager: istituzione di un voucher per le PMI che intendano avvalersi della consulenza di un Innovation manager per “sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali”. Il voucher sarà di massimo 40 mila euro e potrà coprire fino al 50% delle spese sostenute per avvalersi della consulenza di un super esperto di digital transformation. La scelta del consulente dovrà avvenire tra i nomi contenuti in un elenco che preparerà il Ministero dello Sviluppo Economico.

06nov 2018

BONUS R&S: solo alcune spese restano al 50%

Il Ddl di bilancio 2019 prevede ulteriori modifiche al credito d’imposta per attività di R&S. L’agevolazione non spetterebbe più nella misura unica del 50% ma sarebbe prevista una misura generale del 25%, mentre quella del 50% sarebbe riservata solamente a determinate spese incrementali.

Nello specifico, l’aliquota maggiore potrebbe essere applicata soltanto alle spese relativa al personale dipendente e a quelle relative a contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili dal credito d’imposta.

Sarebbero invece agevolate al 25% le spese per il personale “autonomo” e per le altre tipologie di contratti di ricerca commissionata.

Ulteriore novità sarebbe quella legata al rientro delle spese per i materiali tra le spese agevolabili al 25% oltre che per l’impiego diretto nelle attività di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota.

31ott 2018

IPERAMMORTAMENTO: prorogato anche per il prossimo anno

Il disegno di Legge di Bilancio 2019 conferma la possibilità di fruire delle agevolazioni riguardanti gli investimenti in beni strumentali nuovi anche per quelli eseguiti nel periodo d’imposta 2019, nonché per quelli effettuati nel 2020, ma in tale ultimo caso è previsto che entro il 31 dicembre 2019 sia stato pagato un acconto almeno pari al 20% e vi sia la conferma dell’ordine.

La proroga dell’agevolazione opera per i seguenti periodi d’imposta:

- per gli investimenti effettuati nel 2019 sarà sufficiente verificare i requisiti della competenza di cui all’articolo 109 Tuir (consegna o spedizione), fermo restando che l’inizio dell’agevolazione richiede l’entrata in funzione del bene e l’interconnessione dello stesso;

- per gli investimenti effettuati nel 2020 (consegnati o spediti in tale anno) è invece necessario altresì che entro il 31 dicembre 2019 sia stato pagato un acconto almeno pari al 20% e vi sia la conferma dell’ordine.

Novità sono invece previste in merito alla misura dell’agevolazione, in particolare:

- si conferma la misura della maggiorazione del 150% del costo di acquisizione per gli investimenti fino ad un importo di euro 2,5 milioni;

- la maggiorazione è ridotta al 100% del costo di acquisizione per gli investimenti eccedenti l’importo di euro 2,5 milioni e fino ad euro 10 milioni;

- la maggiorazione è ridotta al 50% del costo di acquisizione per gli investimenti eccedenti l’importo di euro 10 milioni e fino ad euro 20 milioni;

- la maggiorazione non spetta per gli investimenti eccedenti la soglia di euro 20 milioni.

Pertanto, per coloro che abbiano eseguito investimenti nel 2019, ma entro il 31 dicembre abbiano pagato l’acconto del 20% e vi sia la conferma dell’ordine, la maggiorazione è in ogni caso pari al 150% del costo degli investimenti a prescindere dall’entità degli stessi (quindi anche per importi eccedenti la soglia di euro 2,5 milioni).

30ott 2018

NUOVA SABATINI: fondi fino al 2024

L’agevolazione Nuova Sabatini sarà allungata fino al 2024. Pronti 48 milioni di euro per l’anno 2019, 96 milioni dall’anno 2020 al 2023 e altri 48 milioni di euro per il 2024.

Scompare però il superammortamento, per le macchine tradizionali, mentre si riconferma la proroga dell’iperammortamento per l’anno 2019 e solo per i beni “digitali”.