NEWS

13dic 2019

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO: 7,555 milioni di euro per il trasferimento tecnologico

Dal 16 dicembre sarà possibile accedere agli incentivi finalizzati al potenziamento e capacity building degli uffici di trasferimento tecnologico (utt) delle unviersità, degli enti di ricerca e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

I beneficiari possono essere università, enti pubblici di ricerca ed istituti di ricovero.

I costi ammissibili sono relativi all’assunzione di personale aggiuntivo.

13dic 2019

RICERCA & SVILUPPO: bonus più bassi

Cambia il credito d’imposta in R&S. il beneficio, valido per il 2020, non sarà più calcolato sull’incremento di spesa ma sull’intero ammontare degli investimenti ma con aliquote più basse.

Per la ricerca fondamentale, industriale e lo sviluppo sperimentale in campo scientifico/tecnologico il credito d’imposta sarà del 12% nel limite di 3 mln di euro.

Per l’innovazione finalizzata a prodotti o processi nuovi o sostanzialmente migliorati l’agevolazione sarà del 6% entro 1,5 mln di euro.

Saranno inoltre ammesse le spese per attività innovative quali design e ideazione estetica svolte dalle imprese dei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile arredo e ceramica. Per quest’ultime attività il credito d’imposta sarà del 6%.

13dic 2019

IPERAMMORTAMENTO: si trasforma in credito d’imposta

Nel pacchetto Impresa 4.0 cambiano il superammortamento e l’iperammortamento si trasformano in credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione.

I due incentivi attualmente: iperammortamento in bonus del 40% per spese fino a 2,5 mln di euro e del 20% per spese fino a massimo 10 mln per i beni utili alla trasformazione tecnologica delle imprese. Mentre l’acquisto di software al 15% per spese fino a 700mila euro. Il superammortamento diventa un credito d’imposta del 6% per spese fino a 2 mln.

Dai bonus sono esclusi i capannoni e i beni gratuitamente devolvibili dei concessionari.

12dic 2019

AGEVOLAZIONI 4.0: le imprese dovranno notificare gli incentivi ricevuti

I nuovi incentivi del piano Industria 4.0 saranno assoggettati a monitoraggio dal parte del Mise. Le imprese saranno chiamate a trasmettere una comunicazione per permettere al Ministero dello Sviluppo Economico una valutazione sull’utilizzo degli aiuti ricevuti.

Con apposito decreto direttoriale il Ministero stabilirà il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo di imposta agevolabile.

12dic 2019

IPERAMMORTAMENTO: limite di 10 milioni

Super e iper ammortamento si trasformeranno in crediti di imposta e con un beneficio fiscale minore. Le modifiche al Ddl di bilancio, prevede, per gli investimenti del 2020, un credito di imposta del 6%, elevato a un livello variabile tra il 20 e il 40% per i beni ex iperammortizzabili. Pertanto si dimezzerà da 20 a 10 milioni il tetto massimo di investimenti agevolabili per Industria 4.0 mentre resta confermato al 30 giugno 2021 il termine della coda temporale per gli investimenti prenotati nel 2020.

Per gli investimenti ex superammortizzabili (beni nuovi diversi da autovetture, immobili e beni con coefficiente inferiore al 6,5%), che riguardano sia imprese che professionisti, il credito di imposta sarà del 6% con un costo agevolabile massimo di 2 milioni.

Per i beni industria 4.0 interconnessi il credito è del 40% fino a 2,5 milioni e scenderà al 20% nello scaglione da 2,5 a 10 milioni. Nulla spetterà per investimenti oltre i 10 milioni, essendo stato eliminato l’ulteriore scaglione fino a 20 milioni indicato nel Ddl originario. Infine, scatterà un credito di imposta del 15%, con un tetto di 700mila euro di spesa, per gli investimenti in software collegati a Industria 4.0 (allegato B, legge 232).

La ripartizione temporale del credito di imposta risulta variata rispetto al super e all’iperammortamento. L’importo spettante si potrà compensare in F24 in cinque quote annuali, ridotte a tre per gli investimenti in software; l’utilizzo, però, parte dall’anno successivo alla entrata in funzione. Per i beni 4.0, il credito scatta dall’anno seguente a quello di interconnessione. Il credito d’imposta riguarda gli investimenti effettuati nel 2020, con coda al 30 giugno 2021 (anziché al 31 dicembre come in precedenza stabilito per l’iper) in presenza di ordini e acconti del 20% entro fine 2020.

Chi ordinerà i beni con l’acconto del 20% entro la fine del 2019, però, continuerà ad usufruire, per gli investimenti effettuati nel primo semestre (superammortamento del 30%) o nell’intero anno 2020 (iper a scaglioni), delle normative in vigore, le quali, a parte il profilo temporale, generano bonus più elevati.

Per ottenere il credito di imposta, le fatture dei fornitori dovranno contenere un richiamo alla legge agevolativa e per i beni 4.0 sarà necessaria anche una perizia di un tecnico (non più giurata) che certifichi la conformità dei beni a quelli 4.0. La perizia potrà essere sostituita da un’autocertificazione se il costo unitario non supera 300mila euro.