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03apr 2019

INTERVENTI PER LE IMPRESE: : bonus ricerca fino al 2023 - Nuova Sabatini fino a 4 milioni

Con il nuovo decreto crescita il credito di imposta in R&S dovrebbe essere prorogato fino al 2023 ma con un alleggerimento. Infatti il beneficio fiscale passa al 25% per qualsiasi tipologia di spesa, mentre attualmente ammonta al 50% per le spese riferite a personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, nonché per quelle derivanti da contratti stipulati con università, enti e organismi di ricerca, start-up e Pmi innovative. Per il calcolo del beneficio varrà sempre il principio dell’incremento di spesa, ma rispetto al triennio 2016-2018 e non al 2012-2014 come da vecchia norma.

Modificata parzialmente la norma sulla “Nuova Sabatini”. Il tetto al finanziamento agevolato accordabile a ciascuna impresa salirebbe a 2 a 4 milioni. Nel capitolo incentivi, poi, figurano 80 milioni per i contributi alla capitalizzazione delle piccole imprese, 140 milioni per progetti di ricerca nel settore dell’economia circolare, 21 milioni per voucher alle startup che brevettano. Tutte le cifre sono comunque ancora al vaglio della Ragioneria, compresi i 100 milioni che dovrebbero essere assegnati a un mix di contributo in conto impianti e di finanziamenti agevolati per processi di trasformazione digitale delle PMI.

Arriva poi l’estensione della misura “Nuove imprese a tasso zero”, aperta a imprese costituite da non più di 5 anni, mentre ora il limite è di 12 mesi. Confermati al momento il registro per i marchi storici in chiave antidelocalizzazione e il contrassegno di Stato “made in Italy”.

02apr 2019

BOZZA D.L. CRESCITA: gli incentivi a supporto delle imprese

La bozza del D.L. Crescita contiene sia la proroga di alcune misure agevolative già note, sia l’introduzione di incentivi inediti a supporto del processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello previsto dal “Piano Nazionale Impresa 4.0”.

L’intervento è strutturato in 3 capi contenenti un pacchetto di misure urgenti per le imprese italiane:

- misure fiscali per la crescita economica,

- misure per il rilancio degli investimenti privati,

- tutela del made in Italy.

La bozza di Decreto Legge Crescita 2019 contiene le seguenti misure volte a sostenere le direttrici strategiche del Piano Nazionale Impresa 4.0:

- reintroduzione del superammortamento con un nuovo tetto massimo;

- proroga, con modifiche sostanziali, del credito d’imposta R&S;

- semplificazioni operative alla misura nota come “Nuova Sabatini”;

- introduzione di una nuova misura di sostegno alla capitalizzazione e al ricambio generazionale;

- introduzione delle nuove agevolazioni a sostegno di progetti di R&S per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare;

- introduzione di una nuova agevolazione per la trasformazione digitale dei processi produttivi delle PMI.

02apr 2019

IMPRESA 4.0: nuovo incentivo in arrivo

Il nuovo incentivo “Impresa 4.0”, disegnato nello schema di decreto legge crescita, si applicherà solo alle PMI escludendo così le grandi imprese e anche le imprese commerciali e del turismo.

In base alla bozza di decreto, i progetti di investimento saranno ammissibili solo per importi di almeno 200 mila euro e potranno presentare domanda agli incentivi le imprese, che alla data di presentazione:

- siano iscritte e risultate attive nel Registro delle imprese;

- abbiano conseguito, nell’esercizio cui si riferisce l’ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni con un minimo di 500 mila euro;

- le imprese, inoltre, dovranno avere almeno due bilanci approvati e depositati.

Sono ammissibili sole le imprese operanti nel settore manifatturiero o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere.

L’agevolazione è pari al 50% della spesa e potrà sostenere gli investimenti per la trasformazione digitale nei seguenti ambiti:

- advanced manufacturing solutions,

- additive manufacturing,

- realtà aumentata,

- simulation,

- integrazione orizzontale e verticale,

- industrial internet,

- clud, cybersecurity, big data,

- analytics.

Il contributo viene verrà sotto forma di aiuto de minimis. L’agevolazione “Impresa 4.0” completa il quadro di aiuto per industria 4.0. e sono previsti fondi per circa 100 milioni di euro.

01apr 2019

BOZZA DECRETO “CRESCITA”: torna il bonus per agevolare l’aggregazione di imprese

La bozza del decreto crescita prevede la reintroduzione del “bonus aggregazioni”, introdotto dall’art.1 cmmi 242-249 dellla L. n.296/2006, con la finalità di agevolare i processi di aggregazione tra le imprese.

In particolare, nella bozza del decreto, si stabilisce che possa essere trovato gratuitamente riconoscimento sul piano fiscale i maggiori valori contabili che, per effetto di un’operazione di aggregazione attuata mediante conferimento d’azienda, fusione o scissione, vengano iscritti in capo:

- al soggetto incorporante o risultante dalla fusione;

- al soggetto beneficiario della scissione;

- al soggetto conferitario dell’azienda.

La possibilità di beneficiare del riconoscimento fiscale gratuito dei maggiori valori contabili iscritto è subordinata al fatto che si tratti di una vera business combination.

01apr 2019

IPER AMMORTAMENTO: la disconnessione non stoppa l’agevolazione

La momentanea sospensione della interconnessione del bene alla rete aziendale non ne inficia la possibilità di ottenere l’iper ammortamento. La cosa importante è che lo stesso bene continui a registrare dati, che potranno essere inviati in un secondo momento, una volta ripristinato il collegamento alla rete aziendale.

Questo è quanto chiarisce l’Agenzia delle entrate in risposta ad un interpello che si è posto il problema dei macchinari mobili, che spesso si trovano a lavorare in aree aziendali dove il collegamento wi-fi non è disponibile.

L’assenza temporanea di interconnessione non fa perdere l’agevolazione dell’iper ammortamento purchè l’assenza temporanea di interconnessione sia dovuta a peculiari condizioni di utilizzo e non ad un’inidoneità intrinseca del bene a soddisfare tale requisito. Il Mise conferma che tali circostanze non compromettono l’applicazione del beneficio, basta che il periodo in cui il bene opera in mancanza di interconnessione non sia preponderante rispetto al periodo in cui tale interconnessione è presente.