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28ott 2020

PACCHETTO EMERGENZA: sul piatto risorse a partire da 1,3 miliardi di euro

Rifinanziamento di 400 milioni per il fondo previsto dal Dl rilancio per agenzie di viaggio, tour operatori, guide e accompagnatori turistici. Altri 400 milioni sono diretti a contributi a fondo perduto per le strutture ricettive. Per il Fondo emergenze cinema e spettacolo sono stanziati 100 milioni.

Mentre 50 milioni vanno direttamente al settore delle fiere e dei congressi (oltre a uno stanziamento legato all’export): risorse che rialimentano il Fondo originariamente destinato anche a librerie, ed editoria.

Viene rinnovata inoltre l’indennità di 1.000 euro a beneficio dei lavoratori stagionali nei settori del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo.

Per quanto riguarda lo sport, viene erogata alla società Sport e Salute, nel limite di 120 milioni, un’indennità pari a 800 euro in favore dei lavoratori impiegati come collaboratori presso il Coni e il Comitato paralimpico, le federazioni sportive, le società e associazioni dilettantistiche. Per quest’ultime è poi previsto un fondo apposito di 50 milioni. Infine, 5 milioni vanno al Fondo di garanzia per l’impiantistica sportiva.

Ulteriori risorse saranno destinate al Fondo 394 per l’export gestito dalla Simest per iniziative legate al sostegno del sistema delle fiere internazionali.

22ott 2020

AIUTI ALL’EXPORT: bloccato il portale per presentare domanda

Stop alle nuove domande di accesso per finanziamenti a sostegno dell’internazionalizzazione concessi da SIMEST.

A partire dalle ore 14:00 di ieri, 21 ottobre 2020, il sito web pe presentare domanda è stato bloccato. La decisione si è resa necessaria a causa dell’elevato numero di richieste inviate da parte delle imprese, eccedenti le risorse disponibili per il 2020.

22ott 2020

BREVETTI+: stop alle domande

A seguito dell'elevato numero di domande presentate, le risorse disponibili sono esaurite. Pertanto non è più possibile inviare la domanda.

Si ricorda che per la misura agevolativa erano stati stanziati ulteriori 25 milioni di euro.

21ott 2020

PIANO TRANSAZIONE 4.0: principali novità

L’agevolazione più nota del Piano Transazione 4.0 è sicuramente il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali. Attualmente il credito si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, a condizione che entro il 2020 il relativo ordine risulti accettato e sia avvenuto il pagamento dell’acconto. La Legge di Bilancio sposterà questi orizzonti temporali, da valutare se su un arco temporale di tre anni, o di un anno soltanto.

Per gli investimenti in beni materiali tecnologicamente avanzati è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 40% del costo per la quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro e del 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro. Per il 2021 è prevista la possibilità di arrivare ad agevolare la fascia di investimenti fino a 20 milioni di euro, introducendo una nuova soglia che permetterebbe di ottenere un’agevolazione del 10% e di innalzare da 2,5 milioni a 4 milioni di euro la soglia che consente di beneficiare dell’incentivo del 40%.

Altro strumento rilevante è il credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design. Dove l’idea del MISE è di portare l’aiuto al 20% su una spesa massima di 5 milioni di euro per l’attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

20ott 2020

PACCHETTO INDUSTRIA 4.0: incentivi utilizzabili in tre anni

Non c’è ancora una scelta finale da parte del MISE sul pacchetto di incentivi 4.0. Il piano verte molto su ricerca, software, formazione e con la proroga fino al 31 dicembre 2023.

Per i crediti di imposta destinati ai beni strumentali 4.0 (l’ex “iperammortamento”) si alzano le soglie ma solo per il 2021. Il prossimo anno il credito sarebbe del 40% per investimenti fino a 4 milioni, del 20% tra 4 e 10 milioni e del 10% tra 10 e 20 milioni. Invece per i beni immateriali 4.0 (principalmente software) si passerebbe dal 15 al 20% fino a 1 milione.

Cambiamenti anche per i beni tradizionali, quelli non 4.0 (il vecchio “superammortamento”). Nel caso dei software di base, non legati dunque alla digitalizzazione avanzata, credito d’imposta del 6% e, solo per il 2021, del 10% per imprese con ricavi fino a 5 milioni. Nel caso invece di beni strumentali materiali, il credito d’imposta salirebbe dal 6 al 10% (sempre solo per il 2021 e solo per imprese con ricavi fino a 5 milioni) mentre si studia anche un innalzamento al 15% se si tratta di sistemi per lo smart working. Passando invece al credito di imposta per la ricerca e sviluppo, l’aliquota salirebbe dal 12 al 20% (con tetto di spesa che sale da 3 a 5 milioni). Per l’innovazione si passerebbe dall’attuale 6 al 10%, che diventa 15% se si tratta di progetti ecosostenibili e di digitalizzazione 4.0 (tetto a 3 milioni).

Ulteriori novità proposte dal Mise, riguardano la riduzione del periodo di compensazione e la possibilità di cessione dei crediti. Nel primo caso, il periodo minimo di compensazione del credito di imposta, nel caso di investimenti in beni strumentali, si ridurrebbe da 5 a 3 anni e a un anno per aziende con ricavi fino a 5 milioni che acquistano beni non 4.0. Per quanto riguarda la cedibilità, l’idea è replicare quanto fatto per il superbonus edilizio con opzione di cessione, anche parziale, a favore di fornitori o banche.

Confermati nel progetto Mise anche la proroga triennale e il rafforzamento del credito di imposta per la formazione 4.0. La principale novità sarebbe l’estensione delle spese ammissibili a quelle relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione e ai costi di esercizio connessi al progetto di formazione come spese di viaggio e in quota parte le spese di ammortamento degli strumenti utilizzati.